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Saggi e
Studi di
Pubblicistica
ROMA
©(Tutti
i diritti riservati) “La
teoria fattorelliana” di
Alberto Graziani Se dagli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale cominciarono a fiorire negli Stati Uniti gli studi sulle “mass comunication” e in Europa ci si interrogava sul ruolo di giornalisti e scrittori, in Italia, Francesco Fattorello promuoveva la costituzione dell’Istituto Italiano di Pubblicismo (1) e, nell’anno accademico 1947-48, iniziava Il Corso propedeutico alle professioni pubblicistiche, presso la Facoltà di Scienze statistiche dell’Università La Sapienza di Roma.(2) Fattorello riassunse i suoi insegnamenti nella “Tecnica sociale dell’informazione” , che fu base scientifica e metodologica di detta Scuola e assunse nel tempo il valore di “Teoria fattorelliana”, in quanto assoluto metodo di analisi di qualsivoglia forma di informazione e di comunicazione, che a tutt’oggi sia utilizzata. Partendo dalla considerazione che gli uomini sono inclini ad associarsi per migliorare la loro esistenza, Fattorello considerò l’informazione come uno dei fenomeni sociali più rilevanti, in quanto espressione di un processo, al quale concorrono due o più soggetti appartenenti ad un gruppo sociale.(3) I
termini principali di tale fenomeno sociale sono l’informatore e il suo
recettore: il maestro e il suo alunno; il giornalista e il suo lettore. Occorre
inoltre la conoscenza del mezzo usato per concretare il rapporto stesso e,
infine, è necessaria la conoscenza della forma che sia stata data all’oggetto
dell’informazione. Fattorello
sintetizzò questi termini nella seguente formula ideografica.
X ) M
Sp
Sr
O Dove:
-
Sp
è
il soggetto promotore, che ha l’iniziativa della informazione; -
Sr
è il soggetto recettore; -
M
sono
i mezzi o strumenti tramite i quali si può saldare il rapporto; -
O
indica la forma
dell’oggetto dell’informazione. La lettera X) è ciò di cui si parla, il motivo dell’informazione. Molte
sono le novità essenziali della “Teoria fattorelliana”. In primo luogo,
Fattorello fu il primo studioso (4) a comprendere che l’oggetto
dell’informazione X)
è “fuori” dal rapporto stesso. Pur essendone il presupposto, (ma potrebbe
anche non esistere o essere un falso), non coincide con il
contenuto O del rapporto d’
informazione, poiché la forma, il contenuto è frutto della mediazione
culturale del promotore, cioè scaturisce, anche in maniera inconsapevole, dalla
sua esperienza. Nuova
è anche la messa in risalto del ruolo svolto dal soggetto recettore Sr, non più considerato mero soggetto passivo nei
fenomeni dell’informazione, ma
soggetto che interagisce con tutti gli elementi del rapporto. I moderni
strumenti di comunicazione, radio, televisione, web, hanno sviluppato in larga
misura l’interattività con il proprio pubblico, al fine di migliorare sempre
più le possibilità di dialogo tra promotore e recettore. Ulteriore
grande innovazione contenuta nella Teoria fattorelliana è la duplice
classificazione in informazione contingente (o dell’attualità) e informazione
non contingente. La prima è quella legata alla novità, alla tempestività,
alla periodicità e si avvale di stereotipi e fattori di conformità, per
cogliere l’attenzione del maggior pubblico possibile, in un breve lasso di
tempo, come avviene per i contenuti della stampa quotidiana e periodica, del
cinema, della radio,della televisione e dell’informazione online. La seconda
ha contenuti di approfondimento, che si rifanno a principi consolidati,
normalmente espressi nel testo e
nelle immagini dei libri, che costituiscono la base di programmi didattici, che
si articolano in lezioni e seminari e
si avvalgono di tempi più lunghi. Notevolissime
le implicazioni che discendono da tutti questi presupposti e, attualmente, la
Teoria fattorelliana è al centro degli studi e delle ricerche condotte
dall’Istituto di Pubblicismo (5) e costituisce sempre più, ancora oggi, un
caposaldo delle scienze sociologiche nel campo dell’informazione e della
comunicazione, come dimostrano le innumerevoli citazioni dei suoi contenuti di
base, anche se spesso ne viene omessa la fonte e la paternità.
_____________________ Note (1)
Francesco Fattorello- DAGLI STUDI
SUL GIORNALISMO AGLI STUDI SULLA PUBBLICISTICA GENERALE - http://www.istitutodipubblicismo.it/cenni_storici1.htm
(Articolo apparso sul primo volume
di Saggi e Studi di Pubblicistica, 1953, pubblicazione periodica annuale, a cura
dell'Istituto Italiano di Pubblicismo, Direttore Responsabile Francesco
Fattorello, Autorizzazione del Tribunale di Roma n.3191, dell'11 marzo 1953) (2)
Istituto Italiano di Pubblicismo (I.I.P.) - Ordine degli Studi (1947-1984) http://www.istitutodipubblicismo.it/istituto_italiano_di_pubblicismo.htm (3)
“Una società non rappresenta una semplice aggregazione di uomini ma un
insieme di idee, sentimenti, esperienze rese comuni da processi cognitivi e
persuasivi, determinati dalla circolazione di informazioni, notizie e
quant’altro sia necessario per generare percorsi formativi diretti alla
costituzione ed al mantenimento della stessa società. Attraverso i processi
dell’informazione ogni società costituisce e regola se stessa.” Alberto
Graziani - Premessa alla Tecnica dell'informazione e della comunicazione - Saggi
e Studi di Pubblicistica – Istituto di Pubblicismo - ROMA
http://www.istitutodipubblicismo.it/informazione_e_comunicazione_di_alberto_graziani.htm
(4)
Intervista biografica al Prof Francesco Fattorello
“60 anni di attività didattica e scientifica” Intervista di Roberto
Di Nunzio su : Antologia di Cultura, Arte e Scienza - Anno IV , N.14 – Roma
– Luglio 1982 - Pag.1. http://www.istitutodipubblicismo.it/francesco_fattorello.htm
(5)
Saggi e Studi di Pubblicistica - Collana di monografie –
©1953 - ISTITUTO DI
PUBBLICISMO - (Tutti i diritti riservati) http://www.istitutodipubblicismo.it/saggi_e_studi_di_pubblicistica.htm
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