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Stefania Anzisi La comunicazione interna Pianificazione e organizzazione della comunicazione presso l'Inpdai
Saggi e
Studi di
Pubblicistica
ROMA
©(Tutti
i diritti riservati)
La
legge
150/2000
chiarisce
che
la
comunicazione
istituzionale
non
è
solo
quella
esterna
volta
all'erogazione
dei
servizi,
ma
anche
quella
interna
realizzata
in
ciascun
ente
al
fine
di
facilitare
l'organizzazione
della
struttura
per
ottimizzare
la
diffusione
dell'informazione:
la
Per
realizzare
questo
obiettivo
l'
Inpdai
a
seguito
di
una
recente
riorganizzazione
ha
attribuito
alla
Direzione
Centrale
Comunicazione
e
Informatica
il
coordinamento
dell'attività
di
informazione
e
comunicazione
cosi
come
previsto
dalla
recente
direttiva
del
Ministro
Frattini
sulle
attività
di
comunicazione
delle
P.A.
(
G.U.
n.74
del
28.3.02).
Sono
state
poste
pertanto
in
tale
Direzione
tutte
le
attività:
.
di
informazione
e
comunicazione
esterna,
.
di
comunicazione
interna,
.
di
gestione
del
sito
INTERNET,
.
la
rilevazione
della
soddisfazione
dell'utenza,
.
la
promozione
del
pieno
raccordo
operativo
tra
gli
uffici
deputati
alla
comunicazione.
Adeguandosi
a
quanto
prevede
la
direttiva,
il
flusso
della
comunicazione
interna
Inpdai,
dovrebbe
passare:
.
A)
attraverso
la
creazione
di
una
struttura
di
coordinamento
interno
della
comunicazione .
B)
attraverso
la
predisposizione
di
un
piano
annuale
della
comunicazione;
e
come
strumenti;
.
C)
la
creazione
di
una
rete
di
referenti
; .
D)
l
'ottimizzazione
del
flusso
del
protocollo
informatico.
A)
LA
STRUTTURA
DI
COORDINAMENTO
INTERNO
DELLA
COMUNICAZIONE Lo
strumento
per
governare
la
complessità
dei
sistemi
di
comunicazione
cosi
come
descritti
potrebbe
cominciare
dalla
creazione
di
una
UNITA'
di
coordinamento
della
comunicazione
(
Struttura
di
missione)
che
ne
governi
le
interazioni
e
le
sinergie. Questa
struttura
deve
avere
funzioni
di:
.
programmazione
(
piano
annuale
di
comunicazione
interna), .
indirizzo
e
raccordo,
.
monitoraggio
sulla
realizzazione
degli
obiettivi.
La
creazione
della
struttura
deve
essere
approvata
con
una
delibera
del
CdA
nella
quale
debbono
essere
indicati
i
compiti
affidati
alla
stessa
e
cioè:
.
integrare
gli
strumenti
e
le
attività
di
comunicazione
e
di
.
realizzare
un
sistema
di
flussi
di
comunicazione
interna,
supportato
dalle
tecnologie
informatiche,
che
sia
condiviso
dagli
uffici
impegnati
nelle
missioni
istituzionali;
.
supportare
gli
uffici
istituzionali
per
sviluppare
e
sperimentare
specifiche
azioni
e
progetti
di
comunicazione
integrata;
.
monitorare
l'uso
del
linguaggio,
perché
ogni
ufficio
adotti
comunicazioni
chiare
e
comprensibili
nei
rapporti
con
l'utente;
.
predisporre
un
piano
annuale
delle
iniziative
della
comunicazione
cosi
come
previsto
dalla
direttiva
Frattini
del
7
febbraio
2002.
a)
I
soggetti
della
struttura
di
missione
Nella
stessa
delibera
debbono
essere
indicati
i
soggetti
coinvolti
nella
struttura
di
missione,
coloro
a
cui
è
demandata
la
realizzazione
del
piano
ambizioso
del
coordinamento
dei
mezzi
di
comunicazione
interna.
Premesso
che
i
soggetti
coinvolti
dovrebbero
essere
tutti
i
dipendenti
della
struttura
che
in
modo
più
o
meno
incisivo
dovrebbero
condividere
la
mission
istituzionale
e
collaborare
per
la
sua
realizza,ione;
peraltro
la
responsabilità
gerarchica
sugli
obiettivi
da
individuare
e
realizzare
va
a
coinvolgere
i
soggetti
responsabili
della
comunicazione,
dell'informatica
e
dell'informazione
e
cioè:
.
il
Direttore
Centrale
della
Comunicazione,
.
il
dirigente
responsabile
dell'Ufficio
per
le
relazioni
con
il
pubblico,
.
il
dirigente
dell'Ufficio
Relazioni
esterne,
.
il
responsabile
dell'Ufficio
Stampa. b)
Il
regolamento
della
struttura
di
missione
Stabiliti
i
soggetti,
il
passo
successivo
è
quello
di
redigere
un
regolamento
per
il
funzionamento
della
Unità
di
coordinamento,
dove
debbono
essere
indicati,
oltre
le
regole
per
organizzare
l'attività
della
struttura,
anche
quali
debbano
essere
gli
strumenti
della
comunicazione
di
cui
servirsi,
scegliendo
tra:
c)
Gli
strumenti
di
comunicazione
orale:
.
contatti
interpersonali
.
riunioni
(di
informazione,
di
coordinamento,
consultive
ecc.)
.
come
favorire
all'interno
di
ogni
funzione
la
circolazione
delle
informazioni
.
colloqui
di
selezione
e
valutazione
informatica:
.
personal
computer
posta
elettronica
.
intranet
.
protocollo
informatico
scritta:
.
lettere
.
relazioni
.
ordini
di
servizio,
organigramma
.
mansionari
.
opuscoli
di
accoglienza
.
regolamenti
.
procedure
.
rassegna
stampa
.
bilancio
.
circolari
.
news
letter
B) IL PIANO ANNUALE DI COMUNICAZIONE INTERNA Il
piano
programmatico
deve
contenere
gli
obiettivi
da
realizzare
e
quali
strumenti
da
privilegiare
nella
realizzazione
e
riorganizzazione
del
flusso
della
comunicazione
interna
alla
luce
della
mission
dell'Istituto,
Il
progetto
della
pianificazione
della
comunicazione
interna
,deve
realizzare
il
massimo
avvicinamento
all'utenza,
perché
come
già
detto
il
miglioramento
della
comunicazione
interna
deve
contribuire
a
dare
all'URP
quel
ruolo
interattivo
che
la
normativa
attuale
gli
conferisce.
Tra
tutti
ì
possibili
obiettivi
che
un
piano
di
comunicazione
interna
deve
prevedere
e
per
la
realtà
dell'Istituto,
dove
è
già
stata
fatta
una
analisi
dell'ambiente
e
dell'ascolto,
la
comunicazione
interna
per
l'anno
2003
considerate
le
necessità
già
analizzate
dovrebbe
prevedere:
.
l
)
la
realizzazione
di
una
rete
interna
di
referenti
collegati
ai
singoli
prodotti
.
2)
una
ottimale
gestione
del
sito
Internet
. 3) la creazione di un back office redazionale collegato all'Urp e al call center
(strumento
di .
4)
il
collegamento
tra
la
banca
dati
della
rete
dei
referenti
e
l'URP,
.
5)
il
collegamento
della
banca
dati
del
protocollo
informatico
e
l'URP. C) LA RETE DEI REFERENTI Dall'analisi
dei
provvedimenti
esistenti
al
momento
nell'Istituto
si
può
concretamente
pensare
di
realizzare
una
rete
di
referenti
interni
-
che
collegati
tra
loro,
e
attraverso
la
struttura
di
coordinamento,
all'URP-
sia
realisticamente
il
primo
elemento
di
raccordo
della
comunicazione
interna
e
in
secondo
luogo
debba
migliorare
attraverso
l'ottimizzazione
del
processo
del
protocollo
informatico.
Le
attività
istituzionali
svolte
dalla
Direzione
della
Previdenza,
si
concretizzano
nella
erogazione
di
una
serie
di
prodotti
che
al
momento
attuale
sono
28
.
A
capo
di
ogni
procedimento
c'è
quindi
un
re
ferente
che
collegato
alla
struttura
di
coordinamento
dovrebbe
essere
l'anello
forte
della
catena
Utente
Urp
Back
office. Gli
strumenti
tecnici
che
dovrebbero
collegare
i
referenti
alla
Struttura
di
coordinamento
e
all'URP
potrebbero
essere: la
banca
dati, il
telefono,
la
posta
elettronica, il
protocollo
informatico.
Il
progetto
con
la
creazione
di
una
rete
interna
di
referenti
responsabili
dei
procedimenti
esistenti
permetterà
che
la
comunicazione
possa
circolare
correttamente
dagli
uffici
all'URP,
e
dall'URP
agli
uffici
dopo
il
contatto
con
l'utenza.
La
realizzazione
di
una
rete
interna
dei
referenti
è
quindi
il
passo
in
avanti
richiesto
all'organizzazione
per
chiudere
il
circolo
virtuoso
della
comunicazione
bidirezionale
nella
ratio
di
un
front
office
che
ha
bisogno
del
back
office
perché
le
informazioni
richieste
siano
esaustive
e
sollecite.
L'Urp
deve
divenire
il
terminale
di
procedure
di
comunicazione
interna:
Back
office
URP
Utente. Un
back
office
all'altezza
dei
compiti
affidatigli
deve
avere
rapporti
costanti
con
il
front
office
attraverso
un
coordinamento
funzionale,
che
preveda
la
possibilità
per
le
risorse
di
sinergizzare
la
duplice
professionalità
ed
esperienza:
è
attraverso
l'URP
che
salgono
all'interno
i
suggerimenti,
le
aspettative,
la
richiesta
di
informazioni
o
servizi
ulteriori
espresse
dall'utente.
D)
IL
PROTOCOLLO
INFORMATICO
COME
STRUMENTO
DI
MIGLIORAMENTO
DEL
FLUSSO
INTERNO
DELLA
COMUNICAZIONE Sicuramente
gli
strumenti
informatici
hanno
un
ruolo
di
fondamentale
importanza
nell'innovazione
del
processo
di
comunicazione.
Perché
un'organizzazione
per
processi
abbia
l'effetto
atteso
(mission),
va
però
prestata
una
forte
attenzione
alla
relazione
tra
processi
ed
informazione,
intesa
quest'ultima
non
solo
come
dati,
conoscenza,
documenti,
etc.
ma
soprattutto
come
feedback
verso
gli
attori
interessati
nel
ciclo
operativo
ed
organizzativo
dell'azienda.
Come
già
detto,
il
progetto
di
comunicazione
interna
prevede
un
flusso
che
coinvolge
in modo
completo
i
vari
attori
del
processo
informativo:
a) Utenti b) Protocollo Uffici c)
Il
processo
informativo
e
l'URP
A
tal
proposito,
al
momento
è
allo
studio
una
ipotesi
di
realizzazione
di
un
flusso
documentale
interno
che
partendo
dalla
posta
in
arrivo
al
settore
del
Protocollo,
trasformata
in
formato
elettronico
(scansione),
protocollata
viene
smistata
agli
uffici
per
la
lavorazione.
Nell'ottica
di
un
sistema
di
comunicazione
interna
integrata,
la
strada
del
Protocollo
Informatico
e
di
un
Sistema
Informativo
Integrato
è
sembrata
la
più
efficiente
per
organizzare
i
flussi
della
comunicazione
interna,
dall'arrivo
della
corrispondenza
al
protocollo
alla
lavorazione
presso
gli
Uffici
competenti.
Di seguito sono descritti gli aspetti più salienti dell'organizzazione per fasi del processo comunicativo. a)
Dagli
Utenti
al
Protocollo
In
questa
fase,
avviene
la
presa
in
consegna
della
richiesta
dell'utente,
pervenuta
sotto
forma
di
documento
cartaceo
o
elettronico.
Tale
richiesta
viene
registrata
e
classificata
secondo
i
procedimenti
individuati
nell'ambito
Inpdai.
b)
Dal
protocollo
informatizzato
agli
Uffici
Il
secondo
"step"
del
flusso
informativo
è
rappresentato
dal
processo
di
smistamento avviato
dal
Protocollo.
Obiettivo
dello
smistamento
è
quello
di
attivare
i
procedimenti
di
competenza
degli
Uffici attraverso
la
"consegna
elettronica"
dei
documenti
protocollati.
Il
flusso
di
smistamento
si
attua
fondamentalmente
attraverso
le
seguenti
fasi:
.
protocollo
.
segreteria
.
responsabile
Ufficio
.
responsabile
procedimento
.
Workflow/Urp.
Nell'ipotesi
prevista,
il
documento,
una
volta
protocollato,
classificato
e
trasformato
in
formato
elettronico,
viene
attribuito
in
automatico
alla
segreteria
di
riferimento
dell'Ufficio
di
pertinenza,
presso
la
quale,
in
assenza
di
un
sistema
completo
di
Gestione
Documentale,
deve
necessariamente
giungere
anche
in
forma
cartacea.
Di
qui
viene
attribuito,
più
o
meno
in
modo
diretto,
al
responsabile
del
procedimento,
(
rete
dei
referenti)
il
quale
potrà
prender10
in
consegna
e
procedere
regolarmente
alla
lavorazione
dello
stesso
mediante
gli
strumenti
informatici
disponibili
attraverso
il
Sistema
Informativo
Integrato,
il
cui
valore
aggiunto
è
rappresentato
da
un
sistema
di
workflow
aziendale
che
automatizza
quantomeno
i
processi
cosiddetti
"core
business"
(domanda
di
pensione,
domanda
di
reversibilità,
etc).
c)
Il
processo
informativo
e
l'URP Il
processo
informativo
deve
necessariamente
in
ogni
momento
prevedere
un
"raccordo"
con
l'URP
e,
conseguentemente,
con
l'utente
finale.
L'apertura
allo
sportello
URP
della
banca
dati
del
protocollo
e
l'abilitazione
dello
stesso
all'uso
degli
strumenti
di
monitoraggio
propri
del
sistema
di
workflow,
rappresenta
la
soluzione
ideale
perché
gli
operatori
allo
sportello
possano
dare
risposte
esaurienti
e
celeri
all'utenza.
In
tal
modo,
tutta
la
posta
che
passa
dal
protocollo
ed
i
procedimenti
conseguentemente
avviati,
possono
essere
monitorati
e
seguiti
ufficio
per
ufficio
dall'ORP
che
può
controllare
lo
stato
di
avanzamento
della
pratica
fino
alla
sua
conclusione,
o
può
verificare
che
non
si
sia
insabbiata
in
qualche
sacca
del
procedimento.
Con
l'attivazione
di
queste
verifiche
si
può
monitorare
il
rispetto
degli
standard
della
carta
dei
servizi,
la
customer
satisfaction,
e
la
gestione
dei
reclami.
Si
realizzerebbe
cosi
il
raggiungimento
della
soddisfazione
del
cliente,
in
quanto
l'URP
collegato
alla
banca
dati
del
protocollo
permetterà
di
dare
risposte
in
tempi
reali
sullo
stato
della
pratica
all'utente
che
si
presenterà
allo
sportello
ma
avrà
a
disposizione
un
mezzo
per
sollecitare
il
responsabile
del
procedimento
ad
ottemperare
agli
impegni
che
l'Istituto
ha
preso
con
la
Carta
dei
servizi.
Tale
soluzione
è
quella
che
trova
il
suo
riscontro
operativo
nell'adeguamento
normativo
della
trasparenza,
dell'accesso,
e
dell'identificazione
dell'iter
della
pratica
nella
necessità
di
dare
informazioni
sul
responsabile
del
procedimento,
e
per
consentire
una
gestione
integrata
delle
attività
degli
uffici.
Secondo
le
analisi
condotte
sull'argomento
è
fuor
di
dubbio
che
il
sistema
protocollo
è
il
punto
di
avvio
per
organizzare
la
comunicazione
interna
di
una
azienda:
dalla
registrazione
automatica
dei
documenti
si
può
arrivare
all'assegnazione
degli
stessi
al
re
ferente
del
procedimento,
e
il
passo
successivo
il
collegamento
della
banca
dati
del
protocollo
con
tutte
le
aree
interessate
al
procedimento.
Secondo
il
DPR
428/
all'art.l0
,
citando
la
previgente
normativa
relativa
all'esercizio
del
diritto
di
accesso,
ribadisce
che
la
pubblica
amministrazione
nell'ambito
della
predisposizione
delle
misure
organizzative
in
tema
di
protocollo
informatico
deve
prevedere
l'impiego
di
misure
applicative
che
consentano
l'acquisizione
diretta
delle
informazioni
da
parte
dell'interessato
esterno
all'amministrazione.
Al
comma
4
si
parla
della
opportunità
che
il
reperimento
delle
informazioni
possa
avvenire,
sempre
relative
allo
stato
della
pratica,
con
l'accesso
anche
in
via
telematica
attraverso
apposite
funzioni
di
ricerca
e
visualizzazione
messe
a
disposizione
dell'utente
attraverso
gli
URP.
La
creazione
pertanto
di
una
apposita
banca
dati
di
collegamento
tra:
.
il
protocollo, .
le
segreterie
degli
uffici, .
il
responsabile
del
procedimento,
.
l'operatore, .
le
postazioni
URP, è
quanto
di
più
innovativo
possa
essere
messo
in
lavorazione
dall'Inpdai
per
realizzare
l'obiettivo
di
massima
soddisfazione
dell'utente.
Infatti
verrebbe
cosi
a
chiudersi
il
circolo
virtuoso
della
comunicazione
all'utente
che
iniziato
con
un
semplice
Ufficio
informazioni,
può
divenire
lo
sportello
interattivo
dell'utente
che
al
suo
domicilio
può
vedere
con
i
suoi
occhi
il
progredire
della
sua
pratica
e
conoscere
il
nome
del
referente.
Conclusioni Il
progetto
della
organizzazione
della
comunicazione
interna
presso
Inpdai.
può
avere
un
maggiore
o
minor
successo
secondo
se
si
realizzerà
il
massimo
coinvolgimento
degli
attori
del
processo
che
dovrebbero
agire
utilizzando
gli
strumenti
di
cui
si
è
scritto
nelle
pagine
precedenti.
Gli
attori
e
gli
strumenti
sinergicamente
possono
realizzare
gli
obiettivi
del
piano
interno
di
comunicazione
attraverso
l'ascolto
dell'utenza
che
dall'Urp
deve
arrivare
all'Unità
di
coordinamento,
che
a
sua
volta
organizza
attraverso
la
rete
dei
referenti,
tutto
ciò
che
è
comunicazione
ed
informazione.
Si
è
visto
che
il
flusso
della
comunicazione
ritorna
all'Urp,
attraverso
un
sistema
di
workflow
che
prende
il
suo
avvio
dal
processo
del
flusso
interno
del
protocollo
informatico.
Pertanto
il
processo
della
diffusione
della
comunicazione
che
ha
mosso
i
suoi
primi
passi
negli
anni
70/80
in
maniera
tradizionale,
e
che
ha
realizzato
negli
anni
90
l'ascolto,
l'accesso,
la
trasparenza,
e
ha
gestito
la
comunicazione
telematica,
deve
vincere
la
scommessa
degli
anni
2000
raggiungendo
l'obiettivo
della
completa
interazione
con
l'utente.
Infine
consentendo
l'accesso
degli
operatori
URP
Inpdai
anche
ad
altre
banche
dati
(Inps),si
potrebbe
trasformare
l'attuale
struttura
Urp
in
sportello
al
cittadino.
(Stefania
Anzisi) ------------------------
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