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INTRODUZIONE ALL’ INFORMAZIONE ED ALLA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA
Saggi e
Studi di
Pubblicistica
ROMA
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i diritti riservati)
La comunicazione scientifica, nella sua accezione piu’ vasta, ha sempre
avuto nel tempo proprie caratteristiche, come atto di scambio e di diffusione
nell’ambito della comunita` scientifica dei risultati acquisiti e delle
scoperte raggiunte, al fine di facilitarne e di consentirne il coordinamento per
ogni ulteriore progresso nei rispettivi rami di ricerca.
A questa funzione primaria, se ne aggiunge una seconda non meno
importante, che e` quella della divulgazione scientifica, diretta a raggiungere
con un linguaggio piu` semplice un pubblico molto ampio, con caratteristiche
culturali disomogenee, come quelle che possono riscontrarsi nel mondo politico,
nel mondo industriale, in quello della scuola e cosi` via.
Si tratta di due processi comunicativi che non si contrappongono, ma che
trovano Per
raggiungere gli obiettivi della informazione e della divulgazione scientifica
sono state sviluppate e perfezionate le tecniche piu` opportune, con particolari
formule di linguaggio e con l`utilizzo di specifici mezzi in base alle
caratteristiche dei gruppi e del pubblico da raggiungere, ma che tuttavia
rientrano negli schemi della metodologia generale di ogni processo
dell’informazione e della comunicazione. L’analisi, pertanto, degli aspetti piu` specifici della informazione e della divulgazione scientifica partirà da una sintetica esposizione della teoria generale, per consentire al lettore di familiarizzare con alcuni termini ed avere nel contempo una idea storico-evolutiva delle tecniche e degli strumenti utilizzati dalla informazione del contingente o dell’attualita` e dall’informazione del non contingente, che è quella dei processi educativi.
Soggetti, contenuti e mezzi ( Teoria generale della informazione e della comunicazione) Informazione
e comunicazione sono due termini complementari tra loro per individuare il
momento dell’informare, come capacita` di esprimere un sentimento, un
ragionamento,una immagine attraverso la lingua parlata, uno scritto, un disegno
e il momento del comunicare, quindi del mettere in comune con uno o piu`
soggetti quanto si e` creato. Il comunicare presuppone l’atto creativo del formare,
dell’estrinsecare qualcosa al di fuori di noi stessi, mentre l’informazione
senza il successivo passaggio della comunicazione rimarrebbe un atto non
concluso, riferibile all’unico soggetto che lo ha prodotto.
Colui che attiva un processo di informazione e di comunicazione viene
definito Soggetto promotore, sia esso un singolo o un gruppo di persone (
Societa` commerciale, Partito politico, Istituzione religiosa,ecc.).
Il Soggetto promotore puo` essere responsabile solo dell’informazione
(giornalista, scrittore, disegnatore,fotografo,teleoperatore, regista, ecc.) o
solo della comunicazione ( casa edistrice, stazione radiofonica, rete
televisiva, casa cinematografica, ecc.) o di entrambe le fasi ( Es.:
giornalista, proprietario del giornale su cui scrive).
Il Soggetto promotore definisce gli obiettivi della sua attivita` di
informazione e di comunicazione, individua il pubblico di riferimento, determina
le risorse umane, le risorse finanziarie, gli strumenti necessari e stabilisce
le modalita` di attuazione nel tempo e le aree geografiche di distribuzione.
Al fine di inquadrare i Soggetti promotori in aree professionali
omogenee, sono state definite le seguenti attivita`: - informazione dell’attualita` o giornalismo (stampa quotidiana e periodica, informazione radiofonica, televisiva, on line, ecc.);
-
propaganda politica e ideologica (campagne elettorali,
manifestazioni,ecc.);
-
pubblicita` commerciale;
-
pubbliche relazioni;
-
comunicazione pubblica e istituzionale;
-
documentazione. Questa classificazione ha un carattere puramente indicativo e, normalmente, e`possibile che vengano utilizzate dal Soggetto promotore piu`generi di attivita` per il conseguimento degli obiettivi prefissati. Quanto viene comunicato e` definito Contenuto.
Il Contenuto rappresenta il punto d’incontro tra il Soggetto promotore
ed il soggetto cui l’informazione e` destinata, che viene denominato Soggetto
recettore. Il Contenuto deve essere espresso con modalita` formali comprensibili dal
Soggetto recettore (lingua parlata o scritta, linguaggi specialistici, codici,
ecc.) e adeguate alle varie fasce culturali. Il Contenuto, se riferito alle attivita` sopra elencate, ha
caratteristiche contingenti, ovvero legate alla novita` ed alla tempestivita`,
ed esprime opinioni su persone o accadimenti del momento
Il Contenuto deve essere diffuso con strumenti che, in rapporto alla sua
novita` e tempestivita`, possa raggiungere efficacemente il pubblico cui e`
destinato (i risultati del campionato di calcio o i dati della Borsa sono
pubblicati sulla stampa quotidiana; gli atti di un convegno su una rivista
trimestrale).
Gli Strumenti o Mezzi di
comunicazione possono rivolgersi ad una o piu` persone, ad un gruppo, ad un
pubblico o ad una quantita` ancora piu` grande e indifferenziata, la cosiddetta
massa (mass media).
Quando il contenuto non e` strettamente legato all’attualita` e deve
essere diffuso tra un numero delimitato di recettori, possono essere utilizzati
strumenti come le lettere personali, i convegni, le conferenze, le riviste
specializzate.
Quando invece sono prevalenti gli aspetti di novita`e tempestivita`,
nonche` di genericita` e di vastita del pubblico, occorrono strumenti piu`
veloci e a grande diffusione, che abbiano un ritmo di pubblicazione-uscita
settimanale o quotidiana (stampa periodica), o una periodicita`ancora piu`
veloce, ovvero piu` edizioni nell’arco della stessa giornata (telegiornali) o
nell’arco dell’ora (bollettini radiofonici sulla viabilita`).
Come e` facile rilevare, esiste un rapporto diretto tra informazione
dell’attualita` e periodicita` del mezzo. Alle maggiori possibilita` di
aggiornamento delle notizie, corrisponde una piu` ravvicinata frequenza di
pubblicazione/trasmissione del mezzo. Mentre esiste un rapporto inversamente proporzionale tra
l’approfondimento delle notizie e la frequenza di pubblicazione/trasmissione
del mezzo. Infatti, una informa-zione piu` dettagliata ed esauriente necessita
di tempi di lettura o di visione piu`lunghi (riviste illustrate) e di una
fruibilita`(settimanali, mensili) che
non venga ad accavallarsi con le informazioni successive.
Contenuti e Mezzi sono cosi` strutturalmente connessi che a volte ci si
chiede se sia il contenuto dell’informazione a condizionare lo strumento o se,
invece, sia il mezzo ha determinare il messaggio. Qualunque sia
l’interpretazione, sta di fatto che ad alcuni contenuti corrisponde
l’utilizzo di determinati strumenti e il non tener conto
delle peculiari caratteristiche di ciascun mezzo ha causato spesso gravi
delusioni, soprattutto sul piano economico.
Altra cosa da non confondere con le peculiarita` del Contenuto sopra
descritte, sono le materie trattate. Le notizie vengono infatti raggruppate in
rubriche, come: politica interna, politica estera, cronaca, sport, cultura e
spettacolo, economia e finanza, scienza, ecc., cui corrispondono le redazioni
specializzate di ciascun mezzo (giornale quotidiano, TG, GR).
Quarto elemento dei processi di informazione e di comunicazione e` il
Soggetto recettore.
Si e` gia` accennato alla interazione con il Soggetto promotore, poiche`
spetta al promotore individuarne le caratteristiche al fine di ottenere la
massima adesione da parte del recettore.
Il primo fattore da considerare e` la specializzazione del pubblico
(target) di riferimento. Piu` alta sara` la specializzazione e piu ristretto
risultera` il numero dei recettori. Si trattera` di un gruppo specializzato,
come la classe di una Scuola universi-taria di specializzazione o un Convegno di
ricercatori scientifici. In questi casi dovranno essere utilizzati contenuti e
mezzi adeguati agli approfondimenti delle materie trattate. Quando invece il pubblico sara` piu` generico e piu` ampio si rendera` opportuno semplificare i contenuti (processo di volgarizzazione) e servirsi di strumenti con cui il recettore abbia maggiore confidenza, per ampliare quanto possibile la capacita` di comprensione. Infine, qualora l’informazione sia diretta (campagna elettorale) ad una massa imponente di individui, altamente eterogenei tra loro, sara` necessario elaborare delle formule di contenuto (slogan), che possano facilmente essere recepite nel loro significato piu` immediato. Torna al Sommario L’informazione
scientifica in senso stretto
Ogni scienziato, ricercatore, studioso,
docente è potenzialmente un soggetto promotore di informazione scientifica e lo
sarà concretamente ogni qual volta redigerà il testo di una conferenza, un
saggio, scriverà un libro o un articolo per una rivista specializzata, curerà
l’organizzazione dell’archivio di un istituto di ricerca o la creazione di
pagine web da pubblicare nel sito di una struttura universitaria. In
tutte queste circostanze l’uomo di scienza creerà e pubblicherà qualcosa di
nuovo, che sarà reso fruibile per altri specialisti e che andrà ad accrescere
il patrimonio complessivo delle informazioni scientifiche disponibili, che nel
passato era circoscritto a uno o più Paesi ed oggi è esteso all’intero
ambito mondiale. La
possibilità di produzione di informazione scientifica in senso stretto è
legata a due presupposti: a)
che vi sia un flusso continuo di ricerche, studi e in
genere di attività scientifiche portato avanti da strutture e istituzione
private e pubbliche, che assicurino il turn over delle risorse umane; b)
che vengano destinati mezzi finanziari sufficienti e
congrui da parte dei settori privati e pubblici, per il mantenimento
dell’attività scientifica nel suo comples-so, ivi comprese le attività di
supporto, come quella della informazione scientifica. A
tal fine, normalmente, le più prestigiose istituzioni scientifiche pubblicano
riviste specializzate o alimentano progetti editoriali con il precipuo scopo di
rendere possibile la comunicazione dei risultati della propria attività.
In
questi casi, il ritorno economico difficilmente copre i costi editoriali ed il
finanziamento di dette attività va ad iscriversi direttamente tra le voci di
spesa nel bilancio dell’Ente promotore. Non
si tratta di prodotti editoriali che possono essere finanziati da sponsor o
essere considerati veicolo di pubblicità commerciale, data la limitata
diffusione legata all’alta specializzazione dei soggetti recettori. Analoghe
considerazioni possono essere svolte per le conferenze, convegni, meeting,
organizzati e patrocinati da strutture scientifiche, che ne dovranno sostenere
poi l’onere finanziario. D’altro
canto, scopi e obiettivi della ricerca scientifica, soprattutto per quella di
base, non sono sempre compatibili con l’esigenze e le finalità del mondo
economico-produttivo, ai fini della remunerazione a breve dei capitali
impegnati. Tuttavia
è auspicabile che nel complesso degli obiettivi di sviluppo mondiali,
l’in-formazione scientifica in senso stretto trovi la considerazione che le
compete e le risorse finanziarie
adeguate al ruolo di propulsione dell’intera conoscenza scientifica.
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Al prorompente sviluppo degli strumenti di comunicazione di massa ha
fatto proporzionalmente seguito lo sviluppo dei vari tipi di informazione
specializzata, come quella economica, sportiva, culturale e, non ultima, quella
scientifica.
Presupposto,
pertanto, della divulgazione scientifica è in generale l’utilizzo di mezzi di
comunicazione quali la stampa quotidiana, i periodici, il cinema, la radio, la
televisione ed ora, l’informazione on line. Si tratta di strumenti che non si rivolgono a pochi specialisti, ma ad un pubblico di migliaia e spesso di milioni di persone, ad un pubblico classificato genericamente in lettori, radioascoltatori, telespettatori, cybernauti. In questi processi dell’informazione assume grande rilevanza il linguaggio che viene utilizzato e i contenuti che vengono trasmessi. Linguaggio e contenuti che debbono essere assolutamente coerenti con le capacità di comprensione dei soggetti recettori, affinchè la comunicazione possa considerarsi validamente realizzata. Normalmente
i contenuti scientifici non possono
essere comunicati a persone impreparate su specifici termini e
problemi. Pur tuttavia esiste la necessità da parte del pubblico di
essere informato su questioni e fatti tecnico-scientifici
che si ripercuotono sulla salute, sull’alimentazione, sull’ambiente, sulle
nuove tecnologie, sulla produzione agricola e industriale, sull’istruzione e
così via. Siamo di fronte ad una vasta gamma di interessi, che presuppongono
gradi diversi di approfondimento. Ne
nasce la questione nodale del come divulgare contenuti scientifici, di difficile
comprensione, presso un pubblico necessariamente vasto, in modo che tali
contenuti vengano correttamente
compresi. In
questa prospettiva la divulgazione è stata definita “attività di
mediazione”( tra mondo scientifico e pubblico) o “opera di
volgarizzazione”, per rendere accessibili linguaggi e contenuti, altrimenti
incomprensibili. In
definitiva, la divulgazione scientifica va considerata come una tecnica che
attraverso l’utilizzo dei linguaggi propri di ciascun mezzo della
comunicazione, riesca con elementi di novità a legare i difficili contenuti
della scienza agli interessi contingenti del pubblico, polarizzandone
l’interesse. Due
limiti sono posti alle estremità della gamma delle attività di divulgazione.
Il
limite della impossibilità di veicolare un contenuto scientifico in senso
stretto attraverso uno strumento destinato al grande pubblico (stampa, cinema,
radio, televi-sione, ecc.) e l’opposto limite della eccessiva semplificazione
(volgarizzazione) o banalizzazione del contenuto scientifico stesso (per esempio
legandolo a fatti di moda contingenti), che fanno scadere la comunicazione
scientifica tra le opinioni non degne di attenzione e considerazione.
Per
quanto riguarda gli aspetti economici nel campo della divulgazione scientifica,
in virtù del fatto che i temi trattati ineriscono al vivere quotidiano
(consumi) e a rilevanti interessi commerciali e produttivi, le fonti di
finanziamento dirette e indirette non mancano, come è ampiamente dimostrato
dalla copiosità degli strumenti editoriali e dalla ricchezza della produzione
cinematografica, televisiva e multimediale.
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Pertanto, dovrà essere utilizzato un procedimento di progressivo avvicinamento ai contenuti scientifici, basato su un metodo didattico che partanto da linguaggi più semplici e comprensibili, via via perverrà a quelli più complessi e specialistici. Oggi i metodi di semplificazione sono ampiamente sviluppati attraverso una serie di sussidi multimediali, che offrono una alta fruibilità. Non vi è dubbio comunque che la didattica scientifica, come ogni altro ramo dell’insegnamento nei vari gradi, trovi il suo migliore sviluppo ogni qualvolta i contenuti della materia possano essere concretamente rapportati e confrontati nella realtà dell’esperienza.
Alberto Graziani
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