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ISTITUTO DI PUBBLICISMO e-government
e-government:
presente
e
futuro Il
navigatore
italiano
che
abitualmente
si
collega
ai
siti
web
delle
istituzioni
pubbliche
appartiene
ad
un
livello
culturale
superiore,
rispetto
alla
già
elevata
scolarizzazione
di
chi
frequenta
la
Rete:
le
percentuali
di
navigatori
in
possesso
di
diploma,
laurea,
master
o
dottorato
sono
sensibilmente
più
alte
di
quelle
relative
alla
totalità
degli
utenti
di
Internet.
Liberi
professionisti,
impiegati,
insegnenti,
dirigenti
e
neolaureati
sono
in
assoluto
le
categorie
che
maggiormente
fruiscono
delle
informazioni
e
dei
servizi
offerti
dai
siti
delle
pubbliche
amministrazioni. Ciò
è
dovuto
al
fatto
che
in
Italia
(
a
differenza
degli
altri
Paesi
europei
)
questa
categoria
di
siti
è
frequentata
più
da
persone
a
caccia
di
informazioni
per
districarsi
tra
i
meandri
della
scuola
(concorsi,
supplenze)
e
della
burocrazia
in
genere
(leggi,
regolamenti,
direttive,
fisco),
che
da
fruitori
di
comuni
servizi
resi
online. Sul
fronte
poi
del
livello
dei
servizi
offerti
dalla
P.
A.,
i
benefici
ottenibili
da
questi
navigatori-utenti,
siano
essi
privati
cittadini
o
imprese,
sono
di: a)
acquisire,
24
ore
su
24,
informazioni
e
servizi
on
line,
rispetto
ai
ridotti
orari
di
sportello
di
molti
uffici
pubblici; b)
ottenere
in
tempi
rapidi
una
risposta
concreta,
dopo
solo
alcuni
secondi
di
navigazione,
a
partire
dal
momento
della
decisione
di
interrogare
il
sito
dell’ente
considerato; c)
ricevere
riscontri,
quando
ne
esistano,
chiari
e
completi
in
merito
al
quesito
posto; d)
utilizzare
una
pluralità
di
servizi
erogati
da
enti
diversi
attraverso
l’accesso
ad
un
portale,che
svolga
anche
un
ruolo
di
reindirizzamento,
nella
ipotesi
che
la
richiesta
presenti
complessità
sul
come
operare
e
su
quale
ufficio
debba
essere
interpellato. Ma,
altresì,
dal
punto
di
vista
delle
pubbliche
amministrazioni
quali
possono
essere
i
benefici
concreti
e
più
immediati
derivanti
dall’adozione
di
programmi
di
e-government. In
primo
luogo,
molte
delle
attività
di
sportello
di
uffici
pubblici
sono
relative
alla
formulazione
di
risposte
a
quesiti
semplici
e
ripetitivi
e,
pertanto,
un
sito
web
ben
aggiornato
costituisce
una
valida
opportunità
per
sgravare
le
risorse
umane
da
attività
routinarie
e
indirizzarle
verso
compiti
a
maggior
valore
aggiunto. Inoltre,
la
Rete
consente
una
nuova
forma
di
comunicazione
tra
amministrazioni,
di
scambi
di
documentazione
e
di
assolvimento
di
richieste,
con
un
significativo
abbattimento
dei
costi
e
con
una
riduzione
delle
possibilità
di
errore
rispetto
all’interazione
tra
persone. Eliminazione,
infine,
di
molta
documentazione
cartacea
e
del
flusso
dei
contatti
telefonici
interpersonali
tra
uffici,
che
rappresentano
una
importante
voce
di
costo. Attualmente,
in
Italia
si
assiste
ad
un
certo
ritardo
rispetto
allo
sviluppo
dello e-government
verificatosi
negli
altri
Paesi.
Indubbiamente
le
ragioni
sono
molteplici
e
occorre
osservare
che
in
Italia
solo
il
30%
delle
famiglie
accede
ad
Internet,
mentre
in
Austria,
Danimarca,
Lussemburgo,
Olanda
e
Regno
Unito
tale
dato
supera
di
molto
il
40
per
cento. Sull’altro
versante,
le
pubbliche
amministrazioni
sono
chiamate
ad
impegnarsi
con
ingenti
investimenti
per
dare
attuazione
a
programmi
di
e-government.
Ed
a
questo
proposito,
giocano
un
ruolo
importante
non
solo
gli
investimenti
in
tecnologia
(hardware
e
software),
ma
soprattutto
quelli
di
carattere
organizzativo
(reingegnerizzazione)
necessari
per
razionalizzare
i
flussi
delle
informazioni
e
delle
procedure
coerentemente
agli
obiettivi
di
erogazione
online.
Da
non
sottovalutare
inoltre
i
costi
di
formazione
e
aggiornamento
delle
risorse
umane,
indispensabili
per
avviare
il
processo
di
rinnovamento
della
P.A. Non
ultimo,
in
molte
amministrazioni
pubbliche
è
la
cultura
di
buona
parte
del
top
management
a
frenare
le
soluzioni
di
e-government.
Spesso
i
responsabili
degli
uffici
percepiscono
la
razionalizzazione
e
la
semplificazione
delle
procedure,
nonché
la
messa
a
disposizione
on
line
delle
informazioni
(trasparenza),
come
una
sottrazione
e
una
mortificazione
delle
proprie
prerogative
di
competenza
professionale
e
di
responsabilità
decisionale. Lo
stato
dell’arte
comunque
è
tale
da
collocare
il
nostro
Paese
nel
gruppo
dei
"platform
builders",
cioè
dei
Paesi
ancora
alle
prese
con
la
costruzione
delle
infrastrutture
necessarie
per
affrontare
la
successiva
fase
di
avvio
di
servizi
ad
alto
valore
aggiunto,
cioè
capaci
di
effettuare
transazioni
con
i
cittadini. Non
basta
infatti
essere
su
Internet
per
realizzare
un
piano
di
e-government,
ma
bisogna
fornire
una
reale
interazione
della
pubblica
amministrazione
con
i
cittadini
a
tutti
i
suoi
livelli. E,
per
la
prima
volta,
anche
in
Italia
si
comincia
a
parlare
di
tecniche
di
Customer
relationship
management
(Crm),
come
funzionalità
che
permette
di
migliorare
i
rapporti
con
gli
utenti,
rivedendo
le
strutture
interne
e
i
procedimenti
adottati
in
funzione
delle
esigenze
dei
cittadini.
In
altre
parole,
il
Crm
mira
ad
elaborare
una
visione
integrata
del
cliente
e,
quindi,
ad
utilizzare
tali
informazioni
per
coordinare,
su
misura,
i
diversi
servizi
offerti,
attraverso
l’utilizzazione
di
canali
di
risposta
modulari. Si
presenta
però
un
problema
fondamentale:
in
che
modo
sarà
possibile
utilizzare,
all’interno
di
una
pubblica
amministrazione,
uno
strumento
nato
e
sviluppato
per
le
aziende
private,
con
l’obiettivo
della
fidelizzazione
dei
clienti
e
della
possibilità
di
trarre
il
maggior
profitto
da
ciascuno
di
essi? Tuttavia
si
tratta
di
un
sostanziale
cambiamento,
che
vede
gli
Stati
impegnati
ad
attuare
strategie
di
attenzione
al
cittadino
ed
alle
imprese,
come
se
fossero
loro
clienti,
confermando
la
tendenza
ad
investire
nel
futuro
più
sulla
qualità
che
sulla
quantità
dei
servizi
offerti
in
Rete. Obiettivi
che
potranno
essere
raggiunti
attraverso
la
cooperazione
e
la
costruzione
di
snodi
elettronici
tra
gli
uffici
della
pubblica
amministrazione
ai
vari
livelli
(centrale
e
locale),
al
fine
di
offrire
servizi
online
trasversali,
basati
sulla
condivisione
dei
dati
tra
i
diversi
rami
dell’amministrazione. Se
un
Governo
vuole
semplificare
e
migliorare
la
propria
amministrazione
e
stimolare
i
cittadini
all’uso
della
Rete,
deve
offrire
un
sistema
di
servizi
integrati,
piuttosto
che
mere
trasposizioni
online,
derivate
dall’applicazione
delle
procedure
e
dei
sistemi
burocratici
tradizionali. Sarebbe
assai
deludente
che
l’e-government
si
rilevasse
alla
fine
nient’altro
che
la
riconversione
online
di
servizi,
procedure
e
documenti,
realizzati
per
essere
utilizzati
attraverso
supporti
obsoleti,
ma
soprattutto
concepiti
in
un
contesto
amministrativo
rigidamente
strutturato
per
aree
di
competenza
e
di
potere.
(
A.
Graziani
)
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