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Bollettino NOTIZIE E COMMENTI 2011
N O T I Z I E E C O M M E N T I Bollettino dell’ Istituto di Pubblicismo Nuova serie - Roma, 28 dicembre 2011, n. 52 Stampato in proprio – Reg.Trib.Roma n.119/2002 - Via di San Paolo alla Regola, 7 - 00186 Roma – Tel.: 06 68301805 e-mail : info@istitutodipubblicismo.it sito web : www.istitutodipubblicismo.it Direttore Responsabile: Guido Scialpi Direttore Editoriale: Alberto Graziani Redazione: Elisabetta Bernardini, Silvia Daniele
Il mondo in 140 caratteri Tale
condivisione on-line di rapporti, di opinioni, di gusti e di interessi, che
costituisce la base della partecipazione individuale, si realizza attraverso una
analisi automatica delle informazioni immesse nel social network da ciascun
utente. Questi dati vengono aggregati e utilizzati secondo schemi e obiettivi
che non possono essere controllati da chi li ha forniti. Tant’è che questi
dati, non sono facilmente aggiornabili da parte del singolo ed anche nel caso si
uscisse dal sistema, spesso le informazioni immesse continuano a vivere di una
vita propria, una volta che siano state aggregate in ”insiemi” più vasti.
Al contrario, nella vita reale, le opinioni e gli interessi di ciascun individuo
sono oggetto di continui processi di adattamento e di cambiamento anche
sostanziale. Così i profili individuali di adolescenti e studenti spesso
risultano inidonei e controproducenti in successivi periodi, in cui si è alla
ricerca di un lavoro e le informazioni su se stessi messe in circolazione,
possono ritorcersi contro un giovane neolaureato, agli occhi di un eventuale
datore di lavoro. Ancor
più delicata la situazione nei paesi ove regimi non democratici reprimano la
libertà di espressione del pensiero. Essendo vietato l’accesso ai social
network del mondo occidentale, fioriscono iniziative locali spontanee che
assicurano il passa parola, altrimenti impossibile, o vengono attivati social
network strettamente controllati dal
potere statale. In tutti e due i casi i regimi totalitari se ne servono per
ampliare i loro sistemi di controllo e per individuare e reprimere le voci
dissenzienti. Ma non è facile controllare tutto, e i recenti casi di
“primavere democratiche”, che hanno portato al rovesciamento di regimi
oppressivi, hanno anche dimostrato quanto attraverso il web sia possibile
raccogliere consenso e canalizzare idee di libertà e democrazia. I social network, tuttavia, anche in un contesto di assolute libertà democratiche, essendo basati sulla gestione automatica delle informazioni, in un certo senso espropriano i dati di ciascun individuo, per affidarli ad algoritmi creati per ottenere ulteriori dati, che a loro volta vengono utilizzati ai fini più diversi, dalle previsioni di marketing, alle preferenze culturali, all’scelte delle votazioni elettorali. Normalmente, i milioni di individui che partecipano ad un social net work colgono l’aspetto positivo della possibilità di sviluppare i propri contatti personali e di ampliare i propri interessi sociali, raramente, sono consapevoli che i rapporti sul web hanno ulteriori implicazioni. Ogni individuo, nei suoi rapporti familiari o scolastici o di lavoro, scambia una gran quantità di informazioni su se stesso con tutti coloro che condividono la sua vita di relazione e così fanno gli altri, con la consapevolezza di avere un certo livello di controllo su coloro che vengono in possesso di tali informazioni e una certa possibilità di modificarle e adeguarle secondo l’andamento delle situazioni. Questa consapevolezza è pertanto rafforzata dal fatto che anche gli altri individui, con cui ci si relaziona, vivono i cambiamenti del contesto sociale e conseguentemente l’adeguamento delle informazioni su se stessi e sugli altri ha un naturale andamento sincronico, che non porta ad un conflitto degli uni contro gli altri, ma bensì ad ulteriori processi aggregativi. In sostanza, le informazioni vengono gestite in maniera univoca tenendo conto dei singoli individui in una situazione di riferimento in cui gli stessi individui sono loro i protagonisti. Ma tali processi di contestualizzazione delle informazioni non possono essere trasferiti così come li conosciamo, nel mondo dell’informatica e delle reti web, la cui struttura prevede una gestione totalmente automatica delle informazioni sulla base di percorsi logico-matematici astratti e finalizzati ad obiettivi predeterminati. Le informazioni gestite in rete, diventano informazioni automatiche, ovvero elementi informativi fuori dal controllo di chi ne è stato la fonte ed appartengono ad un mondo digitale, i cui obiettivi e finalità non sono più riferibili al contesto nel quale sono state generate. Molecole d’informazione autonome, i cui contenuti possono essere aggregati in un insieme, nel quale l’individuo-fonte non avrebbe mai supposto di appartenere o, magari, avrebbe rifiutato di appartenervi. Un’opinione espressa oggi nell’ambito di un sistema democratico e assolutamente insignificante sul piano del controllo politico-sociale, potrebbe assumere nel tempo a fronte di un cambiamento del sistema da democratico a totalitario, un significato nuovo e compromettente, per chi lo abbia espresso e per chi lo abbia condiviso. I servizi di sicurezza, qualora autorizzati, ma spesso anche senza autorizzazione, possono rintracciare nel mondo dei social network, dei blog e delle chat una quantità di informazioni, che avrebbero reso il lavoro diSherlock Holmes un gioco da ragazzi. Un cinguettio di 140 caratteri (twitter) può contenere informazioni assai stimolanti se scambiate tra amici e conoscenti in rete, come se si fosse nell’atmosfera del salotto di casa, ma il mondo digitale tale non è, non presuppone un contesto relazionale, né tanto meno rapporti di amicizia. I dati sono gestiti secondo le regole dell’algebra di Boyle, ovvero in maniera automatica, e la loro aggregazione ed il loro utilizzo non sono certo collegati agli stati d’animo o alle situazioni del contesto sociale, che hanno indotto il singolo individuo a trasferirli nel sistema informatico. Questi dati, oltre alle informazioni anagrafiche, contengono notizie, che il singolo non sospetta, riguardanti i settori più disparati, dall’entertainment allo sport, dalle letture alla moda, per finire alle idee politiche e religiose. Avendone a disposizione milioni, queste opinioni, aspirazioni, tendenze costituiscono una banca dati di enorme interesse socio-politico e commerciale, e si possono individuare degli “insiemi” , che aggregano gli individui secondo elementi comuni, per analizzarne le caratteristiche quantitative e qualitative al fine di indirizzarne i comportamenti complessivi, secondo obiettivi ormai ben lontani dal controllo del singolo. Il marketing delle multinazionali, il mainstream della major nel settore culturale e dell’entertainment , ma anche le campagne politiche nelle grandi nazioni mondiali, utilizzano i risultati dell’analisi dei social network per impostare le rispettive strategie operative. Ma non solo nel lungo termine; che modernissimi software consentono di intervenire giornalmente sul mercato delle borse, in base agli umori registrati proprio nei social network nei due giorni precedenti. Ciò spiega il valore, anche questo quotato in borsa, e tutti gli altri interessi che circolano intorno ai social network; si tratta di decine di miliardi di dollari. (Alberto Graziani)
N O T I Z I E E C O M M E N T I Bollettino dell’ Istituto di Pubblicismo Nuova serie - Roma, 26 settembre 2011, n. 51 Stampato in proprio – Reg.Trib.Roma n.119/2002 - Via di San Paolo alla Regola, 7 - 00186 Roma – Tel.: 06 68301805 e-mail : info@istitutodipubblicismo.it sito web : www.istitutodipubblicismo.it Direttore Responsabile: Guido Scialpi Direttore Editoriale: Alberto Graziani Redazione: Elisabetta Bernardini, Silvia Daniele
PREMIO
LETTERARIO INTERNAZIONALE GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA 2011
- OTTAVA EDIZIONE - PREMIO DELLA
GIURIA A VALERIA PARRELLA E
RICONOSCIMENTO SPECIALE A SALVATORE CALLERI.
Palazzo Filangeri di Cutò, Santa Margherita di Belìce (Agrigento) 30 luglio - 6 agosto 2011
L’incantevole
giardino di Palazzo Filangeri di Cutò, a Santa Margherita di Belìce, ha
accolto anche per l’ottava edizione, sabato 6 agosto 2011, la cerimonia di
consegna del Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa
andato questa volta a Valeria Parrella, per il romanzo “Ma quale amore”, e
di un Riconoscimento speciale andato a Salvatore Calleri per il saggio “La
zampata del Gattopardo, I luoghi dell’anima Solitudine e ricerca interiore in
Giuseppe Tomasi di Lampedusa”. (www.istitutodipubblicismo.it). Appuntamento
che ogni anno si rinnova in uno dei luoghi più caratteristici e fra i più
amati del Gattopardo, dedicato a uno dei massimi autori letterari italiani del
nostro Novecento, l’evento della premiazione, animato da un ricco parterre di
ospiti illustri, ha terminato come di rito la Settimana Gattopardiana del Belìce,
istituita tre anni fa. A
presenziare insieme con il sindaco della città ospitante Francesco Santoro e il
vice sindaco Baldo Cacioppo, c’erano anche il professor Gioacchino Lanza
Tomasi presidente della Giuria, celebre musicologo e figlio ed erede spirituale
del grande Tomasi di Lampedusa, il professore Salvatore Silvano Nigro
giornalista e critico letterario, il professor Salvatore Savoia scrittore e
segretario generale della Società Italiana di Storia Patria, la scrittrice
Mercedes Monmany membro della giuria, il Magnifico Rettore dell’Università
degli Studi di Palermo professor Roberto Lagalla, l’Assessore ai beni
culturali della Regione Siciliana on. Sebastiano Messineo, il senatore Francesco
D’Onofrio, la professoressa Gea Schirò editore e membro della giuria, il
professor Pasquale Hamel direttore scientifico del Premio, Rosy Abruzzo
direttore artistico e presentatrice dello spettacolo conclusivo serale, che ha
consegnato la Targa di Riconoscimento Speciale a Salvatore Calleri, e un ospite
d’onore, un invitato d’eccezione come Michele Placido che ha invece
consegnato ufficialmente il Premio alla scrittrice napoletana vincitrice e ha
letto alcuni passi del suo libro. Attore
e regista cinematografico, il Maestro Michele Placido con grande fascino ha
saputo conquistare l’attenzione della platea del settecentesco Palazzo, sede
del Parco letterario del Gattopardo, esprimendo con un messaggio profondo e
coinvolgente il valore della terra di Sicilia, terra di accoglienza, il cui
popolo e il suo sapere tanto hanno saputo dare all’Italia nel corso millenario
della storia. Non solo arricchendo enormemente la cultura italiana nel suo
complesso, ma dando un fondamentale contributo all’ unificazione dello Stato
italiano, di cui oggi si celebra il 150° anniversario. Un
anniversario importante che è stato al centro dell’intera iniziativa,
caratterizzata da un consistente programma fra spettacoli musicali e opere
teatrali, mostre d’arte, presentazioni di libri e dibattiti di grande
rilevanza presenziati da numerose personalità della cultura, dell’arte e
della politica. Ad
aprire il calendario, sabato 30 luglio, Le stelle del Gattopardo, una serata
dedicata a personaggi del mondo della scienza, della cultura, e dell’arte
nelle Terre Sicane; le serate del 31 luglio e 1 agosto, sono state rivolte ai più
giovani con “Be happy!”, che ha saputo unire insieme a concerti musicali e
mostre di pittura, anche dibattiti politico-culturali e happy hours. Nei giorni
successivi sono state proposte le esposizioni pittoriche degli artisti Pascal ed
Enzo Maniscalco e, poi, Musica e Libri sotto le stelle, con la presentazione di
un nuovo libro di Andrea Giuseppe Randazzo e la biografia del senatore
margheritese GiuseppeTraina. Il 5 agosto l’appuntamento ormai consolidato con
“La triscele che scrive”, Teatro festival della scrittura siciliana
contemporanea per una geografia della scrittura femminile, a cura
dall’associazione Luminaria di Palermo ha ospitato Beatrice Monroy con il
libro Elegia delle donne morte, pubblicato da Navarra, Marilena Monti con
Viaggio di cuore, (ed. Girolamo/Coppola) e Veronica Tomassini con Sangue di cane
(editore Laurana). Le tre scrittrici sono state intervistate dalle giornaliste,
Giovanna Fiume e Clelia Lombardo. Le tre opere letterarie sono state messe in
scena dalle attrici: Ermelinda Palmeri, Laura Spacca e Silvia Scuderi. Nella
serata finale del 6 agosto, particolarmente dedicata al tema del 150°
anniversario dell’Unità d’Italia, si sono susseguiti sulla scena diversi
momenti importanti, alternando fra cultura e spettacolo le due già citate
premiazioni: da un tributo alla “Real Casa dei Borboni”, realizzato in
collaborazione con il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio;
all’annuncio, da parte del professor Salvatore Savoia, della nascita della
Biblioteca degli Studi Lampedusiani. La Biblioteca, la cui inaugurazione è
prevista entro breve termine, sarà focalizzata sulla donazione del libro
autografato dal grande autore de Il Gattopardo, al comune di Santa Margherita di
Belìce. La
Compagnia teatrale de I Gatto…Pardi con gli attori sapientemente abbigliati
per la recita, ha quindi portato sulla scena alcuni brani tratti dal capolavoro
del Tomasi di Lampedusa, in particolare il memorabile dialogo fra Chevalley e il
Principe Fabrizio di Salina, mentre un documentario diretto da Giovanni
Montanti, dal tema Santa Margherita di Belice, il paese del Gattopardo è stato
proiettato in anteprima assoluta. Sempre riguardo alla stessa città, va
segnalata un’ importante inaugurazione storica, quella della Piazzetta
dedicata alla regina Maria Carolina delle due Sicilie, ossia la Donnafugata del
Gattopardo. A
seguire, un coloratissimo omaggio all’Unità d’Italia, con uno spettacolo di
danza composto da oltre 70 giovani ballerini tra cui il gruppo folkloristico Li
novi Burgisi di Sciacca, che con indosso bellissimi costumi d’epoca e
l’ausilio di immagini originali, hanno ballato sulle note e i suoni di una
Sicilia antica e suggestiva. Nel medesimo cast erano presenti anche 30 ballerini
riccamente vestiti con i colori della bandiera nazionale, a interpretare
l’Italia. In particolare gli abiti della Vittoria e le camicie garibaldine,
sono stati concessi dall’Accademia del Lusso di Milano con sede a Palermo. Sul
finire, una commovente lettera all’Italia letta da una ragazza margheritese e
l’Inno Nazionale di Goffredo Mameli che ha visto l’intero pubblico alzarsi
in piedi a onorare la Patria. Uno spettacolare incontro fra Storia e Arte, ha
così magicamente portato a compimento una manifestazione singolare, degna di
essere ricordata proprio per il messaggio che essa ha inteso racchiudere, in
occasione di una ricorrenza tanto importante, come quella dei 150 anni dello
Stato unitario. Il
Premio internazionale Giuseppe Tomasi Di Lampedusa è stato ideato dal Parco
Culturale Terre Sicane diretto da Gori Sparacino presente alla manifestazione, e
organizzato in collaborazione con la Regione Siciliana Assessorato dei Beni
Culturali e dell’Identità Siciliana, con la Città di Santa Margherita di Belìce
Terra del Gattopardo e la Provincia Regionale di Agrigento. Il
Premio, promosso anche da diverse Associazioni culturali quali ARS, Sicilia Mito
in un’isola di luce, Po Fesr Sicilia e l’Istituzione Giuseppe Tomasi di
Lampedusa presieduta da Francesco Santoro, sindaco della stessa città
ospitante, è stato inoltre inserito nel calendario degli eventi culturali
dell’Università degli Studi di Palermo, con il marchio Univercittà Outdoor,
che promuove le più notevoli Kermesse culturali estive in Sicilia. Non solo,
d’ora in poi le susseguenti edizioni si fregeranno dell’icona della Regione
Sicilia che apporrà la propria firma nel nome e nel segno della Cultura e della
stessa valorizzazione di questo elemento così importante e vitale nella vita
culturale nazionale. Nelle
precedenti edizioni il Premio è stato assegnato a: Abraham B. Yehoshua con il
romanzo La Sposa liberata
(Einaudi), Tahar Ben Jelloun con Amori stregati (Bompiani), Claudio Magris con Alla
cieca (Garzanti), Anita Desai con Fuoco
sulla montagna (Einaudi), Edoardo Sanguineti con Smorfie
(Feltrinelli), Kazuo Ishiguro con Notturni,
Cinque storie di musica e crepuscolo (Einaudi) e alla memoria di
Francesco Orlando con La doppia
seduzione (Einaudi). Le premiazioni sono state a loro volta onorate da
celebrità come Claudia Cardinale, Nicola Piovani, Giuseppe Tornatore, Enzo
Garinei, Michele Guardì, Giuliano Gemma. Per quanto concerne il Riconoscimento Speciale deciso dalla Giuria del Premio Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa, questo è stato istituito tre anni fa e fra i premiati che hanno preceduto il Professor Calleri figurano il giornalista Melo Freni con il libro Leggere il Gattopardo e Salvatore Savoia con l’opera La nuova biografia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. (Elisabetta Bernardini)
N O T I Z I E E C O M M E N T I Bollettino dell’ Istituto di Pubblicismo Nuova serie - Roma, 30 giugno 2011, n. 50 Stampato in proprio – Reg.Trib.Roma n.119/2002 - Via di San Paolo alla Regola, 7 - 00186 Roma – Tel.: 06 68301805 e-mail : info@istitutodipubblicismo.it sito web : www.istitutodipubblicismo.it Direttore Responsabile: Guido Scialpi Direttore Editoriale: Alberto Graziani Redazione: Elisabetta Bernardini, Silvia Daniele
Sono
26,8 milioni gli Italiani che hanno navigato almeno una volta attraverso un PC
nel mese di maggio 2011, con un incremento annuo del 12,4%. L'audience online nel giorno medio cresce del 12,8%, con 13,2 milioni di utenti attivi. (S.D.) Audiweb
ha pubblicato i dati di audience online del mese di maggio 2011, che presenta la
stima dell’utilizzo effettivo di internet da parte degli Italiani dai 2 anni
in su, che si collegano attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi. Nel
mese di maggio 2011 sono 26,8 milioni gli utenti attivi che si sono collegati a
internet almeno una volta tramite computer, con un incremento del 12,4% su base
annua. L’audience
online nel giorno medio registra un incremento del 12,8% rispetto all’anno
precedente, con 13,2 milioni di utenti attivi che hanno trascorso in media 1 ora
e 17 minuti al giorno, consultando 155 pagine per persona.
La popolazione
più attiva online nel giorno medio è rappresentata dai giovani tra i 18 e i 24
anni (il 10,5% degli utenti attivi nel giorno medio, 1,4 milioni) che
trascorrono in media 1 ora e 30 minuti online, con 199 pagine viste per persona.
Le
donne online nel giorno medio sono 5,8 milioni, il 21,2% della popolazione di
riferimento (+14,1% rispetto al 2010). Più in dettaglio, il 46,3% delle donne
online è tra i 35 e i 54 anni (2,7 milioni, ovvero il 28,9% delle donne di
questa fascia d’età) e, a seguire, il 23,9% è tra i 25 e i 34 anni (1,4
milioni, il 36% delle donne di questa fascia d’età).
Per
quanto riguarda la provenienza geografica degli utenti attivi in questo
mese, il 31,1% dei casi è dell’area Sud e Isole, il 30,1% dell’area Nord
Ovest, il 17,4% del Centro e il 16,3% del Nord Est.
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N O T I Z I E E C O M M E N T I Bollettino dell’ Istituto di Pubblicismo Nuova serie - Roma, 10 marzo 2011, n. 49 Stampato in proprio – Reg.Trib.Roma n.119/2002 - Via di San Paolo alla Regola, 7 - 00186 Roma – Tel.: 06 68301805 e-mail : info@istitutodipubblicismo.it sito web : www.istitutodipubblicismo.it Direttore Responsabile: Guido Scialpi Direttore Editoriale: Alberto Graziani Redazione: Elisabetta Bernardini, Silvia Daniele
Assegnati i Premi Aldo Manuzio, per la diffusione della cultura e del libro europeo.
Istituito
nel 2008, il Prermio Aldo Manuzio persegue l’obiettivo di valorizzare le
principali iniziative editoriali che hanno contribuito alla qualificazione ed al
rafforzamento della cultura europea per mezzo della diffusione sia dei libri
sull’Europa e sia
delle pubblicazioni dell’Unione Europea. Il
1° marzo 2011, si è svolta presso la Camera dei Deputati, Sala delle Colonne,
la cerimonia di premiazione della III^ edizione del Premio Aldo Manuzio per la
diffusione della cultura e del libro europeo. Il
Premio è promosso dal Gruppo degli Editori Italiani aderenti al Forum degli
Editori dell’Unione Europea in collaborazione con: A.I.E.-Associazione
Italiana Editori, Ufficio Pubblicazioni della Unione Europea e Rappresentanza in
Italia della Commissione Europea, Comune di Roma: Assessorato alla Cultura e
Istituzione Servizio Biblioteche, EURISPES, Istituto di Pubblicismo Il
Premio ha ricevuto la “adesione” del Presidente della Repubblica, on.
Giorgio Napolitano, che ha inviato una targa speciale di rappresentanza, ed ha
il patrocinio del Senato della Repubblica, della Regione Lazio, della Provincia
di Roma e del Comune di Roma. La
cerimonia di premiazione è stata preceduta dagli interventi di illustri ospiti,
che hanno analizzato aspetti salienti inerenti la diffusione della cultura in
Europa. Vittorio
Calaprice, della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, ha
sottolineato l’importanza del Programma per la cultura 2007-2011 dell’Unione
Europea che ha un budget di 400 milioni di euro da utilizzare per progetti di
salvaguardia della diversità culturale in Europa, per il supporto alle attività
delle istituzioni culturali, per il finanziamento delle analisi e degli studi
sul valore della cooperazione culturale. Di particolare rilievo è l’approccio
con cui la Commissione ha lanciato, nell’ estate 2010, una vasta consultazione
tra gli operatori culturali. Come ricordato da Calaprice, nel Libro Verde della
Commissione (COM-2010-183) si parla espressamente del contributo che le
“industrie culturali e creative” possono dare al rilancio dell’economia
europea. A livello europeo, dunque, il problema della cultura è stato
affrontato innanzitutto con riguardo all’aspetto di organizzazione industriale
delle attività culturali. Pina
Foti, dell’AIDDA, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti
d’Azienda, ha segnalato invece l’urgenza di affrontare due questioni
fondamentali. La prima, riguarda la salvaguardia e l’uso della lingua italiana
a livello europeo. È vero che l’inglese è diventato negli anni la principale
lingua veicolare, anche a livello internazionale. Ma non è ammissibile che la
lingua italiana – cioè la lingua di una Paese fondatore della UE – sia
sostanzialmente cancellata nelle riunioni e nei documenti comunitari. La
diversità delle culture e, quindi, delle lingue è un valore che la UE deve
tutelare ad ogni costo. La seconda questione riguarda la tutela dell’industria
editoriale. Con il pretesto che questo settore veicola soltanto messaggi
culturali, all’editoria è di frequente affidato un ruolo marginale rispetto
ad altri settori industriali. Peraltro, l’editoria è un comparto
imprenditoriale nel quale le donne svolgono un ruolo da protagoniste,
come responsabili di case editrici ed anche come fruitrici dei prodotti
editoriali (le donne leggono più degli uomini). In
questo senso, Gian Maria Fara,
Presidente dell’Eurispes, ha precisato che l’editoria è uno snodo
nevralgico per la diffusione della cultura e della conoscenza, elemento
fondamentale della nuova strategia di rilancio dello sviluppo europeo EU2020.
Una diffusione che avviene tramite una organizzazione industriale di alta qualità
che si confronta ogni giorno con le sfide delle tecnologie moderne e con la
competizione globale. Purtroppo, siamo ancora ostaggi di una visione-vetero
industriale, che sostiene solo la produzione dei beni materiali e trascura
invece il sostegno alla produzione dei beni immateriali e della conoscenza, che
produce un serio danno al Paese e blocca la competitività del sistema. Tanto più
quando, con l’editoria, si è di fronte ad un settore nel quale la creatività
e l’intraprendenza imprenditoriale si manifestano in gran parte attraverso
imprese di piccola e media dimensione, spesso guidate da giovani e da donne. Lo
stesso Presidente A.I.E. - Associazione Italiana Editori, Marco
Polillo, ha rivendicato la “dignità” dell’impresa editoriale come un
settore industriale vero e proprio, né più né meno di altri settori, composto
di imprese altamente innovative che a livello europeo contribuisce al 2,6% del
PIL, ha un alto tasso di crescita anche in periodi di crisi, offre impieghi di
qualità a circa 5 milioni di persone nei 27 Paesi membri della UE. In Italia
questo comparto è troppo trascurato e relegato, anche nei rapporti con i vari
Ministeri, in settori diversi da quello produttivo vero e proprio. È un errore
al quale occorre porre urgente rimedio, perché si corre il rischio reale di
indebolire un patrimonio imprenditoriale italiano ed europeo che mantiene una
posizione di primato nel mondo. Infine,
l’Ambasciatore di Ungheria, Janos Balla, ha ribadito che la tutela del patrimonio culturale
europeo è uno dei principali punti di impegno della presidenza ungherese della
UE e questa tutela va perseguita secondo il principio comune di “unità nella
diversità”. «Il premio Aldo Manuzio ci riporta ad un’epoca in cui i
rapporti culturali tra l’Italia e l’Ungheria erano assai intensi, quando
numerosi esponenti dell’élite politica, culturale e religiosa ungherese
frequentavano le università italiane, in primis quelle di Ferrara e Bologna.
Giano Pannonio, ambasciatore di Ungheria e autore di poesie in latino esaltava
il fatto che in Italia si leggessero poesie provenienti dalla Pannonia. Questi
rapporti italo-ungheresi sono risultati molto intensi anche nei secoli
successivi e sono un vero patrimonio della nostra casa comune: l’Europa».
(S.D.) _______________ I
VINCITORI
E
LE
MOTIVAZIONI
DEL
PREMIO Sezione:
“Opere di Catalogo” Casa
Editrice: MARSILIO EDITORI
Spa - Venezia Titolo:
Costruire le istituzioni democratiche. La lezione di Adriano Olivetti (2009) -
Autore: Sergio Ristuccia Nell’anno
dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (2009) e della definizione
della nuova strategia per affrontare la più grave crisi finanziaria ed
economica del dopoguerra – le basi per il rilancio del processo di
integrazione comunitaria – la Casa Editrice Marsilio Editori propone
all’Europa il valore e l’attualità di un grande messaggio culturale e
politico. Con il libro Costruire le istituzioni democratiche. La lezione di
Adriano Olivetti, di Sergio Restuccia, l’Editore offre un’indicazione
concreta e precisa per colmare quel deficit di democrazia che affligge ancor
oggi le istituzioni comunitarie, presentando il progetto di un grande
imprenditore italiano impegnato a costruire una democrazia autentica fondata
sulle comunità territoriali e su istituzioni di tipo federale. Con questo
libro, l’Editore entra nel pieno dell’attuazione sia dei due principi
cardine del nuovo assetto europeo – la solidarietà e la sussidiarietà –
sia dell’impegno prioritario sancito dagli Stati dell’Unione per la
costruzione di una economia sociale di mercato. È un contributo originale con
cui, nel riproporre un’idea progettuale forte, viene indicata ai decisori
politici ed alle forze economiche e sociali una possibile via di uscita per
combinare, nel miglior modo possibile, crescita democratica, sviluppo economico,
giustizia sociale.
Nell’assegnare
il Premio Libro Europeo, la Commissione giudicatrice è particolarmente lieta
della coincidenza con il 50° Anniversario della Marsilio Editori (1961 –
2011) e del fatto che la Casa Editrice operi a Venezia, la città elettiva di
Aldo Manuzio, primo storico protagonista dell’editoria italiana. L’Autore: Sergio Ristuccia, avvocato, già collaboratore del Ministro del Tesoro, on. Andreatta, è stato per anni il segretario generale della Fondazione Adriano Olivetti. Ha fondato e dirige la rivista “Queste Istituzioni”, è presidente del CSS - Consiglio Italiano per le Scienze Sociali. Casa
Editrice: ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO Spa - Roma Collana:
FOROEUROPA - Direttore:
Claudio De Rose La
Collana Editoriale FOROEUROPA presenta una serie di libri che affrontano, in
modo organico, temi di grande attualità europea come, nel 2009, il ruolo e le
prospettive della Banca Centrale europea e la questione della portata – “per
tutti”, sottolinea il titolo specifico – del diritto dell’Unione Europea.
Oltre al valore in sé, l’iniziativa di questa Collana editoriale assume un
particolare significato perché si ricollega ed integra altre iniziative
editoriali con cui l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Spa esprime una
notevole attenzione alle dinamiche del processo europeo. La Collana, infatti, è
strettamente connessa, anche nel titolo, a FOROEUROPA Rassegna di Giurisprudenza
comunitaria e di Diritto Europeo, con cui l’Istituto, fin dal 2001, ha seguito
e segue l’evolversi del processo di integrazione comunitaria, dal progetto che
avrebbe potuto dare una Costituzione per l’Europa alle caratteristiche e
valore del diritto di dimensione europea, sancito con il Trattato dell’Unione.
La Collana Editoriale è, dunque, espressione di una strategia editoriale
precisa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che, in autonomia, è
impegnato ad arricchire la sua missione istituzionale promuovendo iniziative di
diffusione della cultura europea finalizzate ad una conoscenza approfondita
delle questioni sia di quelle che richiedono una continua qualificazione degli
operatori, sia di quelle che aprono la possibilità di costruire realmente
l’Europa dei cittadini. Sezione:
“Scuole” Casa
Editrice:
EDIZIONI JUNIOR Srl - Azzano San Paolo (BG) Titolo
dell’opera:
BAMBINI IN EUROPA - Direttore: Ferruccio Cremaschi Bambini
in Europa si qualifica come una iniziativa complessa che esprime un valore di
alta originalità e positività. È una rivista, ma, allo stesso tempo, è
essenzialmente qualcosa di più: è un progetto editoriale e culturale impegnato
ad indicare un futuro possibile, europeo, in un’epoca in cui autorevoli
sociologi parlano di un infanzia dal futuro negato; è un esempio di
collaborazione europea, perché l’opera editoriale è frutto del lavoro comune
di una rete di esperti, costituita nel 2000, di ben quindici Paesi europei che
collaborano alla redazione della rivista, la quale à pubblicata,
contemporaneamente in sei edizioni nazionali: italiana, francese, ungherese,
rumena, croata, greca; è un esempio di diffusione della conoscenza
dell’Europa, perché opera in coerenza con gli orientamenti della Commissione
Europea in materia di servizi educativi per i bambini. “Il futuro si gioca
sulla formazione dell’infanzia”: questo motto della Casa editrice JUNIOR
rispecchia bene l’impegno dell’editore a raccogliere, valorizzare, dare un
respiro europeo, alle migliori esperienze che maturano nei vari Paesi del
continente. Destinata agli educatori dell’infanzia, l’opera si propone come
un modello di costruzione di autentiche esperienze comunitarie. Sezione:
“Libro e Nuove Tecnologie” Casa
Editrice: CASALINI LIBRI
Spa - Firenze Titolo:
E.I.O. -
Editoria Italiana Online - Osservatorio Editoria Elettronica Italiana
Reference
Reviews Europe Online
I Libri Database-Plus
Le Riviste Database-Plus La
Casalini Libri Spa, fondata nel 1958, continua a proporsi negli anni come una
delle esperienze più avanzate e qualificate nell’utilizzo delle nuove
tecnologie, a servizio della diffusione dell’editoria italiana in Europa e nel
mondo. Oltre 60 editori italiani utilizzano attualmente la piattaforma della
Casa editrice ed arricchiscono il catalogo dell’ Editoria Italiana Online
nelle discipline: Storia, Filosofia, Linguistica, Letteratura comparata, Arte,
Architettura, Religione, Scienze Sociali, Sociologia, Economia. Da quando è
stata creata nel 2004, con intelligente preveggenza sullo sviluppo futuro del
settore, la collezione è cresciuta di 500 e-book e 20 riviste online in media
ogni anno; nel 2010 sono stati inseriti 1500 e-book e 25 nuove riviste. La
concretezza di queste cifre attesta un sviluppo ininterrotto nella qualità
dell’offerta che si arricchisce continuamente di nuovi servizi, come il
collegamento alle biblioteche nazionali europee, i riferimenti alle riviste
bibliografiche europee. L’Osservatorio sull’editoria elettronica italiana,
organizzato dalla Digital Division dell’Editore, offre riferimenti utili a
tutti coloro che cercano informazioni sulla produzione, diffusione, fruizione o
semplicemente presenza dei prodotti editoriali italiani in rete. Il Premio Libro
Europeo intende riconoscere alla Casalini Libri Spa, in particolare, il valore
del mantenimento di questa posizione di primato e di eccellenza, in un comparto
in continua evoluzione.
Sezione:
“ Riviste” Casa
Editrice:
GANGEMI EDITORE Spa - Roma Titolo
della rivista:
SEMESTREUROPEO - Rivista Europea di Best Practices Direttore:
Aldo Torchiaro La rivista SEMESTREUROPEO riflette bene il valore dei principi di efficienza economica e di apertura alla cultura europea che ispirano l’iniziativa complessiva di Gangemi Editore Spa e lo trasferisce nel tipo di approccio con cui affronta la difficile fase dell’integrazione comunitaria: l’approccio delle migliori pratiche. In questi anni difficili, in cui il progetto complessivo europeo sembra come retrocedere sotto il peso della crisi economica e finanziaria e dei tanti e continui compromessi tra i protagonisti, la Rivista recupera e si attesta nell’utilizzo di quel solo strumento – il metodo di confronto tra le migliori pratiche, aspetto specifico del più ampio metodo comunitario – che in mezzo secolo ha reso possibile la condivisione di modelli ed esperienze di eccellenza tra i sistemi Paese, ha dato certezza giuridica alle relazioni tra gli Stati membri, ha consentito di estendere all’esterno tali esperienze mediante gli accordi di collaborazione e di associazione. L’originalità e la specificità dell’opera sta proprio nell’aver assunto questo metodo comunitario come parametro orientativo per la selezione dei contributi degli autori e l’analisi delle principali problematiche europee. La sfida culturale e politica della rivista sta nel puntare sul valore positivo della “contaminazione” che il richiamo e il confronto tra le migliori esperienze può diffondere tra i protagonisti della vicenda comunitaria, innescando, con ciò, il recupero di un circolo virtuoso nel processo di integrazione. __________________
N O T I Z I E E C O M M E N T I Bollettino dell’ Istituto di Pubblicismo Nuova serie - Roma, 2 febbraio 2011, n. 48 Stampato in proprio – Reg.Trib.Roma n.119/2002 - Via di San Paolo alla Regola, 7 - 00186 Roma – Tel.: 06 68301805 e-mail : info@istitutodipubblicismo.it sito web : www.istitutodipubblicismo.it Direttore Responsabile: Guido Scialpi Direttore Editoriale: Alberto Graziani Redazione: Elisabetta Bernardini
Infociety – La
società dell’informazione di Alberto
Graziani In
questo primo decennio del XXI secolo stanno emergendo le grandi trasformazioni
nel mondo dell’informazione e della comunicazione, avviate negli anni ’80 e
’90. Si è trattato di un cambiamento del sistema sociale complessivo, tant’è
che questo nuovo modo di vedere il mondo è stato chiamato “Società
dell’informazione”, che, per un adeguamento al nuovo stile lessicale a
carattere universale, può anche essere definito “Infociety”, fondendo le due parole inglesi information e society.
Cambiamenti che risalgono a tanti presupposti, con radici fin negli anni ’50
del secolo scorso e che all’epoca non furono affatto compresi. Per citarne
alcuni , proprio negli anni ’50, negli Stati Uniti, per la prima volta nella
storia americana, i “colletti bianchi”, con le loro posizioni direttive e
impiegatizie, basate sulla elaborazione dell’informazione, superarono nel
numero i “colletti blu”. Mentre i russi nel 1957 lanciarono lo Sputnik, la
cui importanza reale non fu tanto quella di aver aperto l’era spaziale, ma
quella di aver avviato l’epoca delle comunicazioni planetarie via satellite.
Ed il “villaggio globale” ipotizzato da McLuhan come effetto della
diffusione della televisione, è stato in concreto realizzato dai satelliti per
le comunicazioni. Il parallelo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa –
televisione, telefonia cellulare, personal computer, reti web, informazione
online - hanno comportato tali implicazioni di ordine economico, sociale e
culturale, che ben si giustifica la denominazione di Infociety. Storicamente,
l’informazione e la comunicazione hanno sempre svolto un ruolo essenziale
nella crescita delle molteplici forme di civiltà nel mondo, dallo sviluppo
delle lingue parlate a quello delle lingue scritte, dai primi sistemi di
produzione e trasferimento dei messaggi all’invenzione della stampa di
Gutemberg, dai segnali di fumo o acustici e ottici alla radio, al cinema, alla
televisione, fino a giungere all’elettronica, all’automazione ed alla
robotica. Ma la vera rivoluzione è stata quella digitale, che ha unificato il
contenuto materico (analogico) di ogni tipo d’informazione, trasformandolo,
attraverso la tecnologia digitale, in un sistema di impulsi elettrici,
utilizzabili e trasferibili con una molteplicità di mezzi grafici, visivi e
sonori, senza più confini di ordine temporale e spaziale. Nei periodi storici
del passato, incontriamo la Società della agricoltura e la Società dell’industria, dove
agricoltura e industria stavano ad indicare gli elementi produttivi, intorno ai
quali ruotava tutta l’organizzazione dei vari sistemi sociali. Oggi, l’Infociety
individua l’informazione, quale punto di riferimento, cui tutti
gli altri elementi, che costituiscono le basi della struttura portante di
una società, debbono essere riferiti, collegati e sviluppati. Ecco quindi i
grandi processi d’informatizzazione dei contenuti delle biblioteche,
pinacoteche, emeroteche, cineteche, videoteche, ovvero di tutte le teche, in cui
sia stato raccolto il sapere umano, per creare delle teche digitali, “Digiteche”,
che, una volta connesse al sistema delle reti telematiche, rendano fruibili i
loro contenuti digitali in tutto il mondo, superando ogni barriera di ordine
fisico. Ma l’Infociety non è solo
ampliamento della circolazione dei dati e diffusione della cultura, perché
l’informazione pervade tutti gli altri aspetti della vita sociale; dalla
produzione di beni e servizi, ai trasporti, alla sanità, alla sicurezza e così
via. L’uomo moderno, certamente non potrebbe più fare a meno della forza
motrice generata dalle varie fonti di energia, ma che ne sarebbe di un viaggio
in treno se venissero a mancare le migliaia di informazioni necessarie al suo
esercizio, o di un viaggio in aereo o della catena di montaggio di una
automobile o della sala di controllo di una centrale di polizia, per non parlare
delle applicazioni militari. L’interazione tra uomo e mondo digitale rende
possibili soluzioni tecnologiche
inimmaginabili, che rappresentano attualmente l’orizzonte futuro della civiltà
umana. Non mancano tuttavia i contraccolpi di ordine sociale. Nelle aziende
industriali tradizionali, la gestione di stabilimenti mediante sistemi
informativi, anziché mediante manodopera, ha messo in grave crisi il movimento
sindacale, già indebolito dall’introduzione dei processi produttivi
automatizzati. Contestualmente,
la trasformazione della comunicazione diretta interpersonale, attraverso la
telefonia cellulare e multiservizi, ha reso possibile una interconnessione tra i
singoli individui e tra le strutture, anch’essa senza limiti di spazio e di
tempo, con un incremento esponenziale delle singole prestazioni professionali.
Impossibile elencare tutte le applicazioni, dalle e-mail alla domotica,
ai nuovi metodi applicati alla governance delle istituzioni, che stanno producendo un profondo
mutamento dei modi di vivere, delle abitudini, delle capacità professionali e
della cultura nel suo complesso. Un futuro che potrebbe anche sembrare fatto di
alta ma cieca tecnologia, di disumanizzante globalizzazione della produzione, di
polarizzazione univoca delle opinioni, di condizionamento delle personalità, e
in parole già usate in altri tempi, di massificazione, di perdita
dell’individualità ed anche di una cultura, disponibile e volgarizzata, di un
soddisfacimento dei bisogni diffuso e standardizzato, di un lavoro anonimo e
senza prospettive.
Ma l’Infociety non è e non sarà pervasiva del vivere umano, in maniera
così negativa. Se il “telefonino” ci mantiene costantemente in contatto con
la nostra sfera sociale, se i mezzi di trasporto ci consentono di raggiungere
sempre più velocemente ogni angolo del mondo, se la nostra mente può attingere
liberamente e ovunque alle risorse del patrimonio culturale, le indiscusse
capacità intellettive e creative proprie del genere umano, perché dovrebbero
decadere e annullarsi? Indubbiamente,
gli sviluppi dell’Infociety non sono
e non saranno così progressivi e uniformi in tutte le parti del mondo, perché
differenze e contrasti nella gestione e nello sviluppo delle situazioni
politico-sociali sono di non facile soluzione ed anzi minacciano in alcune aree
di aggravarsi. Inoltre, dovranno essere affrontati i limiti imposti dalla
carenza delle risorse naturali del pianeta, attualmente assai compromesse. Quando l’uomo
dell’Infociety, in un contesto
sempre più globale, sarà in grado di utilizzare al meglio i frutti delle
tecnologie dell’informazione, le sue potenziate capacità intellettuali,
renderanno possibili nuove strategie per superare quelle situazioni, che si
frappongono al riequilibrio delle diverse condizioni di vita, di salute e di
cultura e che ancor oggi affliggono il mondo. Rendere consapevoli gli individui,
istruire e formare le persone e soprattutto i giovani,
per un loro inserimento nell’Infociety
è il primo obiettivo. E’ la sfida più formidabile. (Alberto Graziani) _______________
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