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(Firenze 1922 - Roma 2007)
Biografia e bibliografia
Nato
a Firenze nel 1922 e residente a
Roma dal 1940, dove ottenne la laurea in Lettere e in Filosofia, Alberto
Frattini ha svolto una lunga e intensa carriera didattica, prestando
insegnamento in numerose Scuole e Università. Libero
docente dal 1959 di Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea,
ha insegnato dal 1964 al 1978 nel Magistero dell’Università San Paolo in
Assisi. Dal 1969 al 1978 ebbe la cattedra di Letteratura italiana nel Magistero
della Libera Università della Tuscia (Viterbo). Chiamato nel 1981 alla stessa
cattedra nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Macerata,
fu nominato nel 1982 professore associato. Dal 1983 al 1987 ricoprì la cattedra
di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea nel Magistero
Pareggiato dell’Istituto Universitario Maria SS. Assunta in Roma. Fondò e
condiresse la rivista “Poesia Nuova” (1955-1959) e il “Centro-Studi di
poesia italiana e straniera”
(1961-1962) di cui assunse la presidenza Francesco Flora. Cofondatore, nel 1974,
del Premio Nazionale di poesia e di critica “Città di Tagliacozzo”, ne
ha sempre presieduto la giuria. Ha collaborato ad alcuni dei
principali quotidiani e periodici italiani, da « Il Messaggero» a «L’Osservatore
Romano»,« La Nazione», «Il Popolo», «Nuova Antologia», «Humanitas», «La
Fiera Letteraria», «Libri e Riviste d’Italia». Ha fatto parte inoltre delle
redazioni de «Il Ragguaglio Librario» e de «Il Fuoco».
Alberto
Frattini
ha pubblicato molti saggi e studi di letteratura italiana, con particolare
riguardo a Dante, Foscolo, Leopardi e Manzoni e ai poeti e critici del XX
secolo. Per
le Edizioni dell’Istituto di Propaganda Libraria ha pubblicato: Poeti
Italiani tra primo e secondo Novecento,
1977; Poesia nuova in Italia tra
ermetismo e neoavanguardia, 1968; Scoperta di Paesi
(prose), 1969; Critica, strutture, stile,
1977; Poesia e regione in Italia,
1983; Presso
altri editori sono usciti: Studi
Leopardiani,
Pisa, Nistri-Lischi, 1956; Cultura e pensiero in
Leopardi,
Roma, Ausonia, 1958; Da Tommaseo a Ungaretti,
Bologna, Cappelli, 1959; Il Neoclassicismo e Ugo
Foscolo,
Bologna, Cappelli, 1965; La giovane poesia italiana,
Pisa, Nistri-Lischi, 1964; Giacomo Leopardi,
Bologna, Cappelli, 1969; Dai crepuscolari ai
“novissimi”,
Milano, Marzorati, 1969; Letteratura e scienza in
Leopardi,
Milano, Marzorati, 1978; Introduzione a Giorgio
Vigolo,
Milano, Marzorati, 1984; Giacomo Leopardi,
Roma, Studium, 1986; Opere
di Poesia: Giorni
e sogni,
Roma, ed. di “Pagine Nuove”, 1950; Fioraia bambina,
Roma, ed. del “Canzoniere”, 1953; Speranza e destino,
ivi, 1954; Come acqua alpina,
Alcamo, ed. di “Poesia Nuova”, 1956; Salute nel miraggio,
Roma, Edizioni di Storia e letteratura, 1965; Tra il nulla e l’amore,
Roma, Quaderni di “Persona”, Soc. Edizioni Nuove, 1969; Caro atomo, Vicenza, La
Locusta, 1977; Il vento e le gemme,
Roma, Quaderni di Piazza Navona, 1981; La sfida nel labirinto
, Padova, Rebellato, 1982; Il sogno della morte,
Treviso, Piovan, 1986; Stupendo enigma
, Milano, Istituto di propaganda libraria, 1988. Le poesie di Alberto Frattini, presenti in numerose antologie, italiane e straniere, sono state tradotte in varie lingue, dal francese al tedesco, dallo spagnolo al greco, dall’inglese all’ungherese, al russo.
Nel mese di novembre 2009 è stato pubblicato, a cura dell’Istituto di Pubblicismo, il volume “Foresta di giorni”, un memoriale postumo, incompiuto, nel quale l’autore ripercorre la propria vita.
Dalla presentazione a cura di Gianni Oliva, pubblicata nel risvolto di copertina
del volume "Foresta di giorni" (Istituto di Pubblicismo, Roma,
novembre 2009) "
Alberto Frattini ha lasciato tra le sue carte un memoriale incompiuto al
quale egli stesso aveva dato il titolo, forse un po’ romantico, di Foresta
di giorni. Un “memoriale” e non una vera e propria autobiografia, in
quanto gli appunti si presentano nudi e crudi, non rielaborati in un contesto
narrativo a largo respiro. Tuttavia, le pagine rimaste sono così dense di
notizie e di avvenimenti riguardanti l’esperienza esistenziale e professionale
dell’uomo che la sua famiglia ha pensato di renderle pubbliche per ricordare
la straordinaria attività e la vitale energia dell’autore. Ma c’è di più:
quei fogli sono documenti di prima mano che passano in rassegna molti aspetti
della cultura italiana del secondo dopoguerra, tra istintiva vocazione alla
poesia e rigorosa dedizione agli studi, tra docenza universitaria e critica
militante. I rapporti intrecciati da Frattini nel corso della sua vita sono
quelli di un intellettuale entusiasta, pronto alle iniziative più disparate (la
fondazione della rivista «Poesia nuova» e del «Centro studi di poesia
italiana e straniera»), immerso nella frequentazione di amicizie disinteressate
e unite dalla sola passione per l’arte. Accanto alla reiterata attenzione per
il tanto amato Leopardi, Frattini crede soprattutto nelle prospettive dei
giovani poeti, di quelli animati dal vero fuoco interiore, a cui egli avrebbe
senza dubbio affidato la salvezza del mondo.
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