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Alberto Graziani
Accoglienza e informazione del cittadino nella pubblica amministrazione
Saggi e
Studi di
Pubblicistica
ROMA
©(Tutti i diritti riservati)
Le
attività
di
comunicazione
e
di
informazione
nella
pubblica
amministrazione
_3 La
configurazione
degli
uffici_5
- il
portavoce_5
- l’Ufficio
per
le
Relazioni
con
il
Pubblico (URP)_5
- l’Ufficio
Stampa_6
Le
disposizioni
particolari
per
le
Amministrazioni
dello
Stato_7
- i
programmi
di
comunicazione_7
- i
progetti
di
comunicazione
a
carattere
pubblicitario_8 le
campagne
di
interesse
sociale L’adeguamento
e
la
riforma
della
Pubblica
Amministrazione_9 La
comunicazione
pubblica
e
istiuzionale_10 Gli
obiettivi_11 Le
tipologie
della
comunicazione_12 Il
coordinamento
degli
strumenti
della
comunicazione_12 Le
funzioni
degli
Uffici_13 La
formazione_14
- i
nuovi
profili
professionali_15 Il
monitoraggio
delle
attività_15 Il
linguaggio_16 Le
risorse_16 Il
funzionamento
degli
Uffici
per
le
Relazioni
con
il
Pubblico_16
-
Le
finalità_16
-
Le
attività_17
-
I
supporti
tecnologici_17
-
I
fruitori
dell’attività
degli
URP_17
-
Il
livello
degli
Uffici_17
-
L’accoglienza
del
pubblico_18
-
Le
risposte
immediate_18
-
Le
risposte
differite_18
-
L’analisi
e
le
ricerche
sull’utenza_19
-
Il
Front-office
e
il
contatto
con
il
cittadino_19 APPENDICE
NORMATIVA
_20 ---------------------------------
Le
attività
di
comunicazione
e
di
informazione
nella
pubblica
amministrazione Con
l'entrata
in
vigore
della
legge
del
7
giugno
2000
n.
150,
e
l'emanazione
del Regolamento
di
attuazione
del
21
settembre
2001
n.
422,
le
pubbliche
amministrazioni dispongono
di
un
nuovo
indispensabile
strumento
per
sviluppare
le
loro
relazioni
con
i cittadini,
potenziare
e
armonizzare
i
flussi
di
informazioni
al
loro
interno
e
concorrere
ad affermare
il
diritto
dei
cittadini
ad
un'efficace
comunicazione. La
comunicazione
pubblica
cessa
di
essere
un
segmento
aggiuntivo
e
residuale dell'azione
delle
pubbliche
amministrazioni,
e
ne
diviene
parte
integrante,
così
come accade
da
decenni
alle
imprese
che
agiscono
nel
mercato
dei
prodotti
e
dei
servizi. Lo
sviluppo
delle
attività
legate
alla
comunicazione
di
impresa
e
alla
pubblicità,
in grado
di
determinare
scelte
organizzative
e
strategiche
che
influiscono
positivamente sulla
visibilità
e
sull'immagine
aziendale
e
che
coinvolgono
trasversalmente
tutto
il processo
produttivo,
attraverso
azioni
di
comunicazione
interna,
hanno
accompagnato
nel nostro
Paese
il
percorso
e
la
crescita
delle
imprese
del
settore
privato
e,
recentemente, anche
di
alcune
pubbliche
amministrazioni. Sono considerate attività di informazione e di comunicazione istituzionale quelle poste in essere in Italia o all’estero dalle pubbliche amministrazioni e volte a conseguire: a) l’informazione ai mezzi di comunicazione di massa, attraverso stampa, audiovisivi e strumenti telematici; b) la comunicazione esterna rivolta ai cittadini, alle collettività e ad altri enti attraverso ogni modalità tecnica ed organizzativa; c) la comunicazione interna realizzata nell’ambito di ciascun ente. Le attività di informazione e di comunicazione sono, in particolare, finalizzate a:
b)
illustrare
le
attività
delle
istituzioni
e
il
loro
funzionamento; c)
favorire
l’accesso
ai
servizi
pubblici,
promuovendone
la
conoscenza; d) promuovere conoscenze allargate e approfondite su temi di rilevante interesse pubblico e sociale;
e)
favorire
processi
interni
di
semplificazione
delle
procedure
e
di
modernizzazione
degli
apparati
nonchè
la
conoscenza
dell’avvio
e
del
percorso
dei
procedimenti
amministrativi;
f)
promuovere
l’immagine
delle
amministrazioni,
nonchè
quella
dell’Italia,
in
Europa
e
nel
mondo,
conferendo
conoscenza
e
visibilità
ad
eventi
d’importanza
locale,
regionale,
nazionale
ed
internazionale. È
fatta
salva
la
disciplina
vigente
relativa
alla
pubblicità
legale
od
obbligatoria
degli
atti
pubblici
ed
il
rispetto
delle
norme
vigenti
in
tema
di
segreto
di
Stato,
di
segreto
d’ufficio,
di
tutela
della
riservatezza
dei
dati
personali.
Le
attività
di
informazione
e
di
comunicazione
delle
pubbliche
amministrazioni
si
esplicano,
oltre
che
per
mezzo
di
programmi
previsti
per
la
comunicazione
istituzionale
non
pubblicitaria,
anche
attraverso
la
pubblicità,
le
distribuzioni
o
vendite
promozionali,
le
affissioni,
l’organizzazione
di
manifestazioni
e
la
partecipazione
a
rassegne
specialistiche,
fiere
e
congressi.
Le
attività
di
informazione
e
di
comunicazione
sono
attuate
con
ogni
mezzo
di
trasmissione
idoneo
ad
assicurare
la
necessaria
diffusione
di
messaggi,
anche
attraverso
la
strumentazione
grafico-editoriale,
le
strutture
informatiche,
le
funzioni
di
sportello,
le
reti
civiche,
le
iniziative
di
comunicazione
integrata
e
i
sistemi
telematici
multimediali. Nelle
concessioni
per
la
radiodiffusione
sonora
e
televisiva
è
prevista
la
riserva
di
tempi
non
eccedenti
l’uno
per
cento
dell’orario
settimanale
di
programmazione
per
le
stesse
finalità.
Per
quanto
riguarda
la
formazione
del
personale
è
previsto
che
le
amministrazioni
pubbliche
individuino,
nell’ambito
delle
proprie
dotazioni
organiche,
il
personale
da
adibire
alle
attività
di
informazione
e
di
comunicazione
e
programmino
la
formazione,
secondo
modelli
formativi
stabiliti
dai
regolamenti.
Negli
uffici
per
le
relazioni
con
il
pubblico
l’individuazione
e
la
regolamentazione
dei
profili
professionali
sono
affidate
alla
contrattazione
collettiva.
Configurazione
degli
Uffici
Le
attività
di
informazione
si
realizzano
attraverso
il
portavoce
e
l’ufficio
stampa
e
quelle
di
comunicazione
attraverso
l’ufficio
per
le
relazioni
con
il
pubblico,
nonchè
attraverso
analoghe
strutture
quali
gli
sportelli
per
il
cittadino,
gli
sportelli
unici
della
pubblica
amministrazione,
gli
sportelli
polifunzionali
e
gli
sportelli
per
le
imprese.
Ciascuna
amministrazione
definisce,
nell’ambito
del
proprio
ordinamento
degli
uffici
e
del
personale
e
nei
limiti
delle
risorse
disponibili,
le
strutture
e
i
servizi
finalizzati
alle
attività
di
informazione
e
comunicazione
e
al
loro
coordinamento,
confermando,
in
sede
di
prima
applicazione
della
Legge
150/2000,
le
funzioni
di
comunicazione
e
di
informazione
al
personale
che
già
le
svolge. Il
Portavoce
o
Capo
Ufficio
Stampa L’organo
di
vertice
dell’amministrazione
pubblica
può
essere
coadiuvato
da
un
portavoce,
anche
esterno
all’amministrazione,
con
compiti
di
diretta
collaborazione
ai
fini
dei
rapporti
di
carattere
politico-istituzionale
con
gli
organi
di
informazione.
Il
portavoce,
incaricato
dal
medesimo
organo,
non
può,
per
tutta
la
durata
del
relativo
incarico,
esercitare
attività
nei
settori
radiotelevisivo,
del
giornalismo,
della
stampa
e
delle
relazioni
pubbliche.
L’
Ufficio
per
le
Relazioni
con
il
Pubblico
(URP)
L’attività
dell’Ufficio
per
le
relazioni
con
il
pubblico
è
indirizzata
ai
cittadini
singoli
e
associati.
Le
pubbliche
amministrazioni,
entro
sei
mesi
dalla
data
di
entrata
in
vigore
della
Legge
150/2000,
avevano
l’obbligo
di
provvedere,
nell’esercizio
della
propria
potestà
a)
garantire
l’esercizio
dei
diritti
di
informazione,
di
accesso
e
di
partecipazione
di
cui
alla
legge
7
agosto
1990,
n. 241,
e
successive
modificazioni; b)
agevolare
l’utilizzazione
dei
servizi
offerti
ai
cittadini,
anche
attraverso
l’illustrazione
delle
disposizioni
normative
e
amministrative,
e
l’informazione
sulle
strutture
e
sui
compiti
delle
amministrazioni
medesime; c)
promuovere
l’adozione
di
sistemi
di
interconnessione
telematica
e
coordinare
le
reti
civiche; L’Ufficio
Stampa
Le
amministrazioni
pubbliche
possono
dotarsi,
anche
in
forma
associata,
di
un
ufficio
stampa,
la
cui
attività
è
in
via
prioritaria
indirizzata
ai
mezzi
di
informazione
di
massa. Gli
uffici
stampa
sono
costituiti
da
personale
iscritto
all’albo
nazionale
dei
giornalisti.
Tale
dotazione
di
personale
è
costituita
da
dipendenti
delle
amministrazioni
pubbliche,
anche
in
posizione
di
comando
o
fuori
ruolo,
o
da
personale
estraneo
alla
pubblica
amministrazione
in
possesso
dei
titoli
individuati
dal
regolamento
di
cui
all’articolo
5,
della
Legge
150/2000,
utilizzato
con
le
modalità
di
cui
all’articolo
7,
comma
6,
del
decreto
legislativo
3
febbraio
1993,
n. 29,
e
successive
modificazioni,
nei
limiti
delle
risorse
disponibili
nei
bilanci
di
ciascuna
amministrazione
per
le
medesime
finalità.
Negli
uffici
stampa
l’individuazione
e
la
regolamentazione
dei
profili
professionali
sono
affidate
alla
contrattazione
collettiva
nell’ambito
di
una
speciale
area
di
contrattazione,
con
l’intervento
delle
organizzazioni
rappresentative
della
categoria
dei
giornalisti.
Dall’attuazione
del
presente
comma
non
devono
derivare
nuovi
o
maggiori
oneri
a
carico
della
finanza
pubblica.
Tali
disposizioni
inerenti
le
finalità
e
l’assetto
dell’informazione
e
della
comunicazione
nell’ambito
delle
pubbliche
amministrazioni,costituiscono
princìpi
fondamentali
ai
sensi
dell’articolo
117
della
Costituzione
e
si
applicano,
altresì,
alle
regioni
a
statuto
speciale
e
alle
province
autonome
di
Trento
e
di
Bolzano
nei
limiti
e
nel
rispetto
degli
statuti
e
delle
relative
norme
di
attuazione.
Disposizioni particolari per le amministrazioni dello Stato
I
programmi
di
comunicazione
In
conformità
a
quanto
previsto
dal
Capo
I
della
Legge
150/2000
e
dall’articolo
12
del
decreto
legislativo
3
febbraio
1993,
n. 29,
e
successive
modificazioni,
nonchè
dalle
direttive
impartite
dal
Presidente
del
Consiglio
dei
ministri,
le
amministrazioni
statali
elaborano
annualmente
il
programma
delle
iniziative
di
comunicazione
che
intendono
realizzare
nell’anno
successivo,
comprensivo
dei
progetti
di
cui
all’articolo
13,
sulla
base
delle
indicazioni
metodologiche
del
Dipartimento
per
l’informazione
e
l’editoria
della
Presidenza
del
Consiglio
dei
ministri.
Il
programma
è
trasmesso
entro
il
mese
di
novembre
di
ogni
anno
allo
stesso
Dipartimento.
Iniziative
di
comunicazione
non
previste
dal
programma
possono
essere
promosse
e
realizzate
soltanto
per
particolari
e
contingenti
esigenze
sopravvenute
nel
corso
dell’anno
e
sono
tempestivamente
comunicate
al
Dipartimento
per
l’informazione
e
l’editoria.
Per
l’attuazione
dei
programmi
di
comunicazione
il
Dipartimento
per
l’informazione
e
l’editoria
provvede
in
particolare
a: a)
svolgere
funzioni
di
centro
di
orientamento
e
consulenza
per
le
amministrazioni
statali
ai
fini
della
messa
a
punto
dei
programmi
e
delle
procedure.
Il
Dipartimento
può
anche
fornire
i
supporti
organizzativi
alle
amministrazioni
che
ne
facciano
richiesta; b)
sviluppare
adeguate
attività
di
conoscenza
dei
problemi
della
comunicazione
pubblica
presso
le
amminist
Sulla
base
dei
programmi
presentati
dalle
amministrazioni
statali,
il
Dipartimento
per
l’informazione
e
l’editoria
predispone
annualmente
il
piano
di
comunicazione,
integrativo
del
piano
di
cui
all’articolo
12
del
decreto
legislativo
3
febbraio
1993,
n. 29,
e
successive
modificazioni,
che
è
approvato
dal
Presidente
del
Consiglio
dei
ministri.
Una
copia
del
piano
approvato
è
trasmessa
alle
amministrazioni.
Ciascuna
amministrazione
realizza
il
piano
per
le
parti
di
specifica
competenza
anche
avvalendosi
della
collaborazione
del
Dipartimento
per
l’informazione
e
l’editoria.
Entro
il
31
gennaio
dell’anno
successivo
a
quello
di
riferimento,
i
Ministri
trasmettono
al
Presidente
del
Consiglio
dei
ministri
una
relazione
su
quanto
previsto
dal
presente
comma.
Progetti
di
comunicazione
a
carattere
pubblicitario
–
Campagne
di
interesse
sociale
Le
Amministrazioni
dello
Stato
sono
tenute
ad
inviare
al
Dipartimento
per
l’informazione
e
l’editoria,
ai
fini
della
formulazione
di
un
preventivo
parere,
i
progetti
di
comunicazione
a
carattere
pubblicitario
che
prevedono
la
diffusione
dei
messaggi
sui
mezzi
di
comunicazione
di
massa.
I
progetti
devono,
in
particolare,
contenere
indicazioni
circa
l’obiettivo
della
comunicazione,
la
copertura
finanziaria,
il
contenuto
dei
messaggi,
i
destinatari
e
i
soggetti
coinvolti
nella
realizzazione.
Deve,
inoltre,
essere
specificata
la
strategia
di
diffusione
con
previsione
delle
modalità
e
dei
mezzi
ritenuti
più
idonei
al
raggiungimento
della
massima
efficacia
della
comunicazione. La realizzazione dei progetti di comunicazione a carattere pubblicitario delle amministrazioni dello Stato, integrativi del piano di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, ritenuti di particolare utilità sociale o di interesse pubblico, è finanziata nei limiti delle risorse disponibili in bilancio per il centro di responsabilità n. 17 "Informazione ed editoria" dello stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri, intendendosi ridotta in misura corrispondente l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5 della legge 25 febbraio 1987, n. 67.
L’adeguamento e la riforma della Pubblica Amministrazione I
processi
di
cambiamento,
che
a
partire
dalla
legge
142
del
1990
sono
stati
avviati
nel
nostro
Paese,
hanno
determinato
fino
ad
oggi,
attraverso
circa
50
interventi
normativi
(vedi
elenco
in
Appendice),
profonde
innovazioni
nelle
idee
di
partecipazione
dei
cittadini,
di
efficacia
amministrativa
e
di
qualità
dei
servizi. In
sintesi,
le
innovazioni
introdotte,
strettamente
interconnesse
tra
loro,
hanno
riguardato:
·
la
comunicazione;
·
la
trasparenza;
·
la
semplificazione;
·
le
nuove
tecnologie;
·
la
qualità
dei
servizi;
·
la
riservatezza
e
la
privacy;
·
la
formazione. In
particolare,
secondo
uno
schema
funzionale: la
trasparenza,
la
semplificazione,
la
qualità
dei
servizi,
la
tutela
della
privacy,
rappresentano
gli
obiettivi
di
una
pubblica
amministrazione
che
sappia
adeguarsi
alle
nuove
esigenze
sociali
e
tenere
il
passo
con
le
altre
realtà
europee; le
nuove
tecnologie
informatiche
e
telematiche,
offrono
gli
strumenti
più
idonei
per
sviluppare
questi
processi
di
ammodernamento; la
formazione
del
personale,
rimane
il
cardine
di
ogni
possibile
trasformazione
della
Pubblica
Amministrazione; la
comunicazione
costituisce
il
tessuto
connettivo
su
cui
sviluppare
i
nuovi
rapporti
sia
organizzativi
interni
e
sia
esterni:
con
i
cittadini,
con
le
imprese
e
con
le
altre
strutture
e
amministrazioni. La comunicazione pubblica e istituzionale
Il
concetto
di
comunicazione
pubblica
e
istituzionale
è
sufficientemente
accolto
in
tutti
i
settori
della
P.A.,
anche
se
spesso
l’autoreferenzialità
ancora
prevalga
nei
confronti
di
una
più
attenta
analisi
delle
richieste
dei
cittadini.
Le
attività
concrete
di
informazione
e
di
comunicazione
sono
affidate
normalmente
al
portavoce,
all’ufficio
stampa,
all’ufficio
per
le
relazioni
con
il
pubblico
(urp),
al
sito
web,
allo
sportello
unico,
allo
sportello
per
le
imprese.
Queste
strutture
operative
hanno
la
responsabilità
di
mettere
a
contatto
l’odierna
realtà
amministrativa,
cui
si
ricollegano
tutti
gli
elementi
innovativi
sopra
descritti,
dalla
semplificazione
alla
tutela
della
privacy,
dalle
nuove
tecnologie
telematiche
alla
formazione,
con
il
cittadino
e
con
la
società
in
genere.
Il
Dipartimento
della
Funzione
Pubblica,
in
linea
con
la
volontà
del
Governo
di
attuare
un
radicale
processo
di
cambiamento
della
pubblica
amministrazione,
ha
emanato
una
apposita
direttiva
in
data
7
febbraio
2002,
per
fornire
alle
amministrazioni
pubbliche,
gli
indirizzi
di
coordinamento,
organizzazione
e
monitoraggio
delle
strutture,
degli
strumenti
e
delle
attività
previste
dalla
normativa
in
materia
di
informazione
e
comunicazione
pubblica.
La
direttiva
si
propone
di
contribuire
al
perseguimento,
da
parte
delle
pubbliche
amministrazioni,
delle
seguenti
finalità:
Questa
direttiva,
pertanto,
richiama
e
impegna
la
responsabilità
dei
vertici
delle
amministrazioni
pubbliche
all'applicazione
della
legge
n.
150/
2000
e
alla
definizione
di
strutture
e
risorse
necessarie
per:
Gli
obiettivi
Inoltre,
nella
creazione
dei
nuovi
profili
professionali
e
delle
nuove
forme
di
Le tipologie della comunicazione La
legge
n.
150/
2000
indica
quali
figure
capaci
di
realizzare
le
attività
di Una buona comunicazione interna, fondata su di un'ampia circolazione delle informazioni sulle attività ed i processi lavorativi, e il pieno coinvolgimento del personale nei progetti di cambiamento organizzativo, consente di costruire al meglio l'identità di un'amministrazione, favorisce la crescita di un senso di appartenenza positivo alla dimensione del lavoro pubblico e contribuisce a porre su nuove basi l'immagine della sfera pubblica.
Il coordinamento degli strumenti della comunicazione Le
amministrazioni
devono
assicurare
il
raccordo
operativo
tra
i
segmenti
di
comunicazione
attivati,
il
Portavoce,
l'Ufficio
stampa
e
l'Ufficio
per
le
Relazioni
con
il
Pubblico
e
le
analoghe
strutture,
devono
prevedere
forme
organizzative
di
coordinamento
delle
loro
attività
per
massimizzare
l'utilizzo
delle
risorse
umane
ed
economiche,
e
creare
sinergie
ed
integrazione
tra
le
azioni
di
comunicazione
per
contribuire
a
rendere
efficaci
e
soddisfacenti
le
relazioni
con
i
cittadini.
Ciascuna
amministrazione,
quindi,
potrà
istituire
al
proprio
interno
una
struttura
di
coordinamento,
costituita
dal
direttore
dell'Urp
e
delle
analoghe
strutture
ove
esistenti,
dal
direttore
dell'Ufficio
Stampa
e
dal
Portavoce
se
presente
all'interno
dell'amministrazione.
1)
integrare
le
proprie
attività
di
comunicazione
ed
informazione
(Ufficio
Le funzioni degli Uffici Un
moderno
sviluppo
dell'informazione
e
della
comunicazione
richiede
un In
questo
contesto,
gli
Uffici
per
le
Relazioni
con
il
Pubblico
e
le
analoghe La
stessa
legge
n.
150/
2000
attribuisce
all'Ufficio
stampa,
prioritariamente,
la
gestione
dell'informazione
in
collegamento
con
gli
organi
di
informazione
mezzo
stampa,
radiofonici,
televisivi
ed
on
line. Nelle
amministrazioni
locali
di
piccole
dimensioni,
per
meglio
ottimizzare
le
loro
funzioni,
gli
Uffici
stampa,
così
come
gli
Uffici
per
le
Relazioni
con
il
Pubblico,
possono
essere
costituiti
in
forma
consorziata
tra
Enti
locali
che
raggruppino
una
popolazione
residente
non
inferiore
a
25.000
unità.
La
formazione
In
considerazione
di
ciò
le
amministrazioni
devono
adottare
programmi
formativi
per
tutto
il
personale
impegnato
nell'attività
di
informazione
e
comunicazione
come
previsto
dalle
norme
vigenti
e
dalla
direttiva
del
13
dicembre
2001. I nuovi profili professionali L'individuazione e la regolamentazione delle tipologie professionali che opereranno negli Uffici stampa, negli Uffici per le relazioni con il pubblico e in strutture analoghe utilizzando strumenti di informazione e comunicazione tradizionali e nuovi , come indicato dall'art. 8, comma 3 ed art. 9, comma 5, della legge del 7 giugno 2000 n. 150, sono affidate alla contrattazione collettiva con le organizzazioni sindacali rappresentative sul territorio nazionale delle categorie professionali.
Il
monitoraggio
delle
attività Il
Dipartimento
della
Funzione
Pubblica
ha
già
promosso
e
svilupperà
in
modo
costante
sondaggi,
studi,
ricerche
e
sperimentazioni
finalizzate
a:
Nell'ambito
di
tale
attività,
che
sarà
sviluppata
in
collaborazione
con
le Si
tratta
di
tenere
sotto
osservazione
la
qualità
dei
servizi
e
delle
attività,
di
valutare
le
performance
e
"validare"
i
risultati.
II linguaggio
Il
Dipartimento
della
Funzione
Pubblica
ha
già
promosso
e
realizzato,
a
partire
dai
primi
anni
'90,
progetti
dedicati
alla
semplificazione
del
linguaggio
amministrativo
usato
nei
contatti
con
i
cittadini.
L'opinione
pubblica,
ma
anche
le
amministrazioni,
si
aspettano
ulteriori
sforzi
per
combattere
il
cosiddetto
"burocratese"
più
chiaro
ed
accessibile
e
la
comunicazione
tra
i
cittadini
e
la
pubblica
amministrazione
più
snella
ed
Le
risorse Le
amministrazioni
si
impegnano
a
individuare
nel
proprio
bilancio
un
capitolo
dedicato
alle
spese
complessive
per
la
comunicazione
e
informazione
pubblica
in
una
percentuale
non
inferiore
al
2%
delle
risorse
generali.
Gli
obiettivi
ed
il
funzionamento
degli
Uffici
per
le
Relazioni
con
il
Pubblico
(URP)
Le
finalità L’attività degli Uffici è finalizzata a: dare attuazione al principio della trasparenza dell’attività amministrativa, al diritto di accesso, alla documentazione e ad una corretta informazione; rilevare
sistematicamente
i
bisogni
ed
il
livello
di
soddisfazione
dell’utenza
per
i
servizi
erogati
e
collaborare
per
adeguare
conseguentemente
i
fattori
che
ne
determinano
la
qualità; proporre
adeguamenti
e
correttivi
per
favorire
l’ammodernamento
delle
strutture,
la
semplificazione
dei
linguaggi
e
l’aggiornamento
delle
modalità
con
cui
le
amministrazioni
si
propongono
all’utenza.
Le
attività
Gli
Uffici
svolgono
le
seguenti
attività: servizi
all’utenza
per
i
diritti
di
partecipazione
di
cui
al
capo
III
della
Legge
7
agosto
1990,
n.241; informazioni
all’utenza
sugli
atti
amministrativi,
sui
responsabili,
sullo
svolgimento
e
sui
tempi
di
conclusione
dei
procedimenti
e
sulle
modalità
di
erogazione
dei
servizi; ricerca
ed
analisi
finalizzate
alla
conoscenza
ed
ai
bisogni
e
proposte
per
il
miglioramento
dei
rapporti
con
l’utenza; promozione
e
realizzazione
di
iniziative
di
comunicazione
di
pubblica
utilità
per
assicurare
la
conoscenza
di
normative,
strutture
pubbliche
e
servizi
erogati
e
l’informazione
sui
diritti
dell’utenza
nei
rapporti
con
le
amministrazioni.
I supporti tecnologici
Lo svolgimento delle attività di documentazione da parte degli Uffici è favorito dalla disponibilità di sistemi automatizzati di raccolta delle immagini e dei documenti, di classificazione e di ricerca degli stessi, basati su stazioni di lavoro avanzate: personal computer e collegamenti in rete.
I
fruitori
dell’attività
degli
URP
Si
rivolgono
agli
Uffici
(di
persona,
per
iscritto,
via
telefono
o
fax,
via
e-mail)
le
persone
giuridiche
e
fisiche
interessate
a
richiedere
informazioni
sulle
attività,
le
strutture
ed
i
servizi
delle
amministrazioni
pubbliche.
A
titolo
esemplificativo,
gli
aventi
diritto
di
accesso
agli
atti
dei
procedimenti,
ai
sensi
dell’art.10
della
Legge
n.241
del
1990,
ed
i
titolari
di
interessi
personali
e
concreti
di
accesso
ai
documenti
amministrativi,
ai
sensi
dell’art.22
della
predetta
Legge.
Il
livello
degli
Uffici
Gli
Uffici
sono
istituiti,
di
norma,
laddove
si
svolge
l’attività
di
amministrazione
attiva
di
maggior
contatto
con
i
cittadini-utenti. Le
funzioni
di
promozione,
programmazione,
organizzazione
e
coordinamento
dell’attività
degli
Uffici
sono
svolte,
ove
ne
ricorrano
le
condizioni,
da
una
unità
centrale
individuata
dalle
amministrazioni. Il
livello
degli
Uffici
è
adeguato
alla
struttura,
all’impianto
organizzativo,
alle
dimensioni
ed
alla
natura
dell’attività
svolta
dalle
amministrazioni. Agli
Uffici
sono
preposti
responsabili
in
possesso
della
qualifica
dirigenziale,
al
fine
di
assicurare
un
adeguato
livello
di
rappresentatività
ed
una
concreta
capacità
di
dialogo
e
di
collaborazione
con
le
strutture
della
amministrazione
di
appartenenza. Gli
Uffici
rappresentano
il
“luogo
d’incontro”
fra
l’utenza
e
le
strutture
pubbliche,
che
emanano
provvedimenti
amministrativi
e/o
erogano
servizi;
la
loro
istituzione
non
modifica
L’accoglienza
del
pubblico
È necessario che gli Uffici: siano
collocati
in
locali
facilmente
individuabili
ed
accessibili,
con
ampia
ricettività
di
parcheggio
ed
agevole
raggiungibilità
con
i
mezzi
di
trasporto.
A
tal
fine
è
opportuno
ricorrere
ad
intese
e
convenzioni
con
le
amministrazioni
comunali,
anche
mediante
accordi
globali
per
tutti
gli
uffici
compresi
in
uno
stesso
contesto
urbanistico; rendano
note
le
modalità
di
accesso
(toponomastico,
postale,
telefonico,
posta
elettronica,
fax,
numeri
verdi,
ecc.); osservino
un
orario
di
ricevimento
del
pubblico
distribuito
anche
nelle
ore
pomeridiane; utilizzino
personale
con
approfondita
conoscenza
dell’organizzazione
dell’amministrazione
di
appartenenza,
professionalmente
qualificato
per
l’accoglienza
del
pubblico
e
delle
istanze
presentate
e
per
la
ricezione
delle
richieste
di
informazioni
attraverso
il
contatto
diretto
con
il
pubblico,
i
sistemi
telematici
di
posta
elettronica,
il
telefono. Gli
Uffici
debbono
assicurare,
in
ogni
caso,
una
risposta
alle
istanze
presentate,
con
le
seguenti
modalità:
Risposte immediate
A
questo
scopo,
vengono
raccolte
e
predisposte
informazioni
e
documentazione
(carte
dei
servizi,
depliant,
schede,
pubblicazioni,
supporti
multimediali)
ed
attivati
collegamenti
telematici
con
banche
dati,
anche
di
altre
amministrazioni
e
di
organismi
privati,
nonché
sistemi
self-service,
smart-card,
call-center.
Risposte differite
Nel
caso
che
la
rilevazione
dello
stato
di
un
procedimento
o
l’acquisizione
di
documentazione
richiedano
una
ricerca
più
complessa,
la
risposta
sarà
fornita
in
un
termine
di
tempo
quanto
più
breve
possibile,
di
norma
non
superiore
a
48
ore,
con
gli
stessi
strumenti
con
cui
è
stata
formulata
la
richiesta
e,
nel
caso,
di
una
richiesta
presentata
personalmente
all’Ufficio,
con
l’utilizzo
di
mezzi
(telefono,
fax,
posta
elettronica)
per
non
costringere
l’utente
ad
un
nuova
presenza
fisica
nell’Ufficio.
Analisi e ricerche sull’utenza
Gli
Uffici
organizzano
sistematicamente
indagini
sul
grado
di
soddisfazione
dell’utenza
per
i
servizi
erogati
e
sull’evoluzione
dei
bisogni
e
delle
esigenze
del
pubblico. L’attività
di
ricerca
è,
inoltre,
funzionale
alla
programmazione
di
iniziative
di
comunicazione
e
di
formazione
ed
alla
formulazione
di
proposte
di
adeguamento
dell’organizzazione
e
delle
procedure
delle
amministrazioni.
Il front-office ed il contatto con il pubblico
L’accoglienza
del
pubblico
rappresenta
uno
dei
momenti
più
delicati
nella
complessiva
organizzazione
del
front-office,
che
va
modulato
secondo
lo
strumento
di
contatto
utilizato:
sportello
al
pubblico,
telefono,
posta
elettronica,
ecc..
Gli addetti all’accoglienza del pubblico dovranno assolvere, al più alto livello e in maniera uniforme, i seguenti tre ruoli. Ruolo
operativo
–
riguarda
ogni
attività
che
consenta
l’avvio
di
azioni
interattive
con
l’utenza,
con
forme
e
livelli
di
coinvolgimento
diversi: fisico – sorvegliare l’accesso, registrare dati, compilare moduli, rispondere al telefono; intellettuale – spiegare, fornire chiarimenti, raccogliere notizie, elaborare informazioni; sociale – comprendere e risolvere problemi contingenti, rispondere a nuovi bisogni, gestire situazioni impreviste.
Ruolo
relazionale
–
riguarda
i
comportamenti
seguiti
nei
rapporti
interpersonali
e
si
riferiscono
a: immagine
–
il
personale
deve
essere
sempre
e
comunque
riconoscibile
nello
svolgimento
delle
sue
funzioni,
anche
per
via
telefonica
o
telematica.
Occorre
che
venga
sempre
indossato
il
proprio
cartellino di riconoscimento,
che
l’operatore
telefonico
dichiari
i
dati
per
la
sua
identificazione,
che
il
servizio
telematico
dia
una
risposta
contestuale
di
cortesia
che
assicuri
la
ricezione
della
richiesta.
Sono
da
evitare
atteggiamenti
di
sufficienza
nei
confronti
del
cittadino,
che
lo
facciano
sentire
una
fastidiosa
presenza. comportamento
–
l’atteggiamento
di
chi
opera
nell’accoglienza
del
pubblico
è
elemento
decisivo
per
il
giudizio
che
l’utente
si
farà
sul
complesso
dei
servizi
erogati.
Particolarmente
gradita
sarà
la
percezione
da
parte
dell’utente
di
non essere
trattato
come
un
numero,
ma
di
aver
trovato
l’interlocutore
giusto
per
le
sue
richieste. Linguaggio
–
risulta
efficace
servirsi
di
espressioni
di
uso
comune,
ma
non
gergali,
con
ragionamenti
semplici,
utilizzando
un
tono
di
voce
pacato,
mai
ironizzando
sulle
carenze
informative
dell’utente. Ruolo
simbolico
–
è
esercitato
da
un
personale
professionalmente
preparato,
conscio
dei
propri
diritti
e
dei
propri
doveri,
che
conosce
le
strategie
e
gli
obiettivi
di
fondo
della
amministrazione
in
cui
opera
e
ne
condivide
le
scelte.
20 COMUNICAZIONE
PROCESSI
DI
INFORMATIZZAZIONE
TRASPARENZA
SEMPLIFICAZIONE
QUALITA’
DEI
SERVIZI
PUBBLICI
PRIVACY
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